Riprendendo il discorso “crisi energetica”, aperto nell’ultimo articolo, è il momento di capire quali possono essere le soluzioni a lungo termine per uscire da questo drammatico momento storico. Come è stato visto precedentemente l’Italia può contare indicativamente sul 35% di produzione propria di energia rinnovabile. Grazie a migliaia di impianti dislocati su tutto il territorio nazionale l’Italia porta a casa ogni anno circa 100 TW di energia pulita.

Questa quota energetica prodotta principalmente grazie ad acqua, sole e vento, nel complesso, non è male. Tuttavia, la guerra in corso sta cambiando le carte in tavola, costringendo il nostro Paese e, tutta l’Europa in generale, a trovare soluzioni a lungo termine. Se per ovviare ad eventuali carenze energetiche nel breve periodo si stanno riattivando le centrali a carbone, a lungo termine le rinnovabili sono senza dubbio la scelta più lungimirante ed economicamente più strategica. Prodursi l’energia da soli e attraverso sistemi rinnovabili vuol dire non solo avere un’indipendenza energetica (fondamentale in contesti geopolitici instabili) ma significa anche risparmiare ogni anno circa 21 Miliardi di euro per l’importazione del gas naturale e, infine, abbattere le emissioni di CO2.

Insomma, 21 Mld che potrebbero essere spesi per accrescere ogni anno gli impianti eolici, fotovoltaici e idroelettrici del Paese, puntando così ad un Italia totalmente sostenibile.

A tal proposito, gli operatori energetici del Paese hanno proposto come piano di intensificazione degli impianti energetici green un investimento complessivo di 85 Mld di euro. Con questi fondi il settore energetico in 3 anni potrebbe creare impianti rinnovabili per una capacità produttiva di 60 GW, capaci di sostituire il 20% del gas che importiamo. Oltre a questa proposta il governo si sta già muovendo per riattivare tutta una serie di Parchi Eolici presenti sul territorio, aumentando così al 100% la capacità produttiva del nostro Paese.

È evidente che tutti questi sforzi non saranno sufficienti a garantire una copertura totale del nostro fabbisogno energetico e che, molto probabilmente, dovremmo entrare in un’ottica di rispariamo energetico nazionale. Raggiungere l’indipendenza energetica richiederà molti investimenti e diversi anni per essere raggiunta ma, ora più che mai, ce n’è un bisogno assoluto.