La canzone del giorno suggerita su Twitter da Simone Fattori
1️⃣Milano nel 1980 non era ancora quella da bere, ma ci stava lavorando. Un giovane cantautore romano, fratellino minore degli alfieri del Folkstudio che avevano già spiccato il volo, gironzola per la città dove sta registrando il suo secondo disco⬇️Image
2️⃣Prende la metropolitana tutti i giorni, e attraverso il finestrino guarda il mondo assiepato alle varie fermate. Tra le figure ricorrenti un barbone che in quei corridoi ci vive. E’ pacifico e chiuso in mondo tutto suo dal quale esce di tanto in tanto urlando frasi sconnesse.⬇️Image
3️⃣
Ce l’ha con Anna, la donna che lo ha lasciato. Le urla di non fare la scema, di smettere di mangiare caramelle, di tornare perchè è l’unica in grado di capirlo. Sono pomeriggi noiosi, e il ragazzo prende l’abitudine di appuntarsi queste frasi.
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4️⃣
Riguardando questi appunti, nascono due canzoni: una si chiama Anna, l’altra E guardo il mondo. Entrambe hanno qualcosa di forte, ma sono incomplete. “E se le unissimo?” propone di colpo il produttore. Stanno bene insieme. Ma Anna non va, urge altro nome per questa donna.
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5️⃣
Sono notti insonni, il disco è quasi finito e non ha neanche un titolo. Alla fine non sapranno sceglierne uno e uniranno tutti quelli proposti. Ne verrà fuori uno chilometrico, mentre una bella luna piena ispirerà quello cortissimo della canzone.
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6️⃣
Una settimana prima della strage della stazione di Bologna, che chiuderà un’epoca e ne aprirà un’altra, questa canzone è la numero uno in Italia. E da allora, senza saperlo, tutti cantano le frasi senza senso di un barbone impazzito per amore.


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