Gennaio 16, 2026
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La “nuttata” è passata. Intervista al sindaco di Fiano, Davide Santonastaso.

A Fiano Romano dal 1 dicembre è tornato  l’infermiere di comunità. Nei giorni scorsi l’Amministrazione comunale ha firmato la nuova convenzione con la Asl 4. Riprende vita, così un servizio storico fiore all’occhiello del sistema sociosanitario del paese più grande della Valle Tiberina.

Restano i segni di quella bufera improvvisa che portò al commissariamento ma il macinare dei giorni e l’impegno della nuova maggioranza sta sanando in molti campi quella frattura che disorientò la comunità.

Le elezioni furono vinte da una lista civica, che si potrebbe definire in “purezza” perché in essa non erano presenti partiti organizzati né in forma ufficiosa e tantomeno ufficiale. A capo  il sindaco sfiduciato dal “palazzo’ ma confermato dai cittadini, Davide Santonastaso.

Lo abbiamo incontrato nei giorni scorsi per  capire a che punto è la risalita dopo la discesa ardita, parafrasando quell’inno alla rinascita che è “Io vorrei, non vorrei… ma se vuoi” di Lucio Battisti.

A “nuttata” è passata

“Il rinnovo dell’accordo era tra le cose da firmare proprio nei giorni delle dimissioni di nove consiglieri  – dice Davide Santonastaso – che portò al commissariamento e poi alle elezioni della scorsa primavera. Un anno dopo il progetto  riparte, segno concreto che la “nuttata’”, è passata. Ma passi avanti sono stati fatti per il recupero delle piena funzionalità dell’Amministrazione comunale in tutti i settori. Il 12 dicembre del 2024 fu commissariato il Comune di Fiano nelle modalità che tutti conosciamo. È stato un evento traumatico. Ma quello che era sembrato un passaggio drammatico, dal quale era difficile riprendersi, ha fatto nascere una nuova consapevolezza. A distanza di un anno, abbiamo festeggiato con la voglia di stare insieme e continuare a lavorare per migliorare la nostra Comunità. Quindi grazie, grazie veramente a tutti voi, ma anche grazie a chi ha causato tutto questo, pensando di decretare la fine di un percorso e che invece ha fatto sì che ne nascesse uno migliore”. 

Vediamo un po’: partiamo dalla vicenda della Farmacia “voragine”, a che punto siamo?

Siamo in regime di concordato in continuità ed è tutto nelle mani del Tribunale di Rieti che dovrà pronunciarsi in merito. Se e come proseguire o sancire il fallimento. Ora è tutto fermo. 

E i bilanci di quest’anno? 

Sembrano in parità, ma ripeto è tutto nelle mani del Tribunale.

L’asilo nido, 600 euro al mese per molte famiglie sono un costo proibitivo.

Ne ho piena consapevolezza ma abbiamo scelto di garantire alle famiglie un servizio d’eccellenza. La Cooperativa che ha vinto il bando è tra le migliori in Italia ed è specializzata in questo specifico settore. La difficoltà  è stata il primo mese poi presentando il modello Isee, l’Inps ha iniziato a bonificare mensilmente alle famiglie il rimborso previsto per legge che va da 140 a 340 euro secondo le fasce di reddito. E dunque l’impegno diventa più sostenibile. La struttura ha sessanta posti ma siccome le iscrizioni sono partite in ritardo non abbiamo il pieno, contiamo di farlo il prossimo anno. La precedenza è per i residenti ma se ci resteranno posti  disponibili apriremo le porte anche ai cittadini dei comuni vicini.

Professionisti e cittadini lamentano eccessivi rincari delle tariffe comunali per i vari servizi dall’accesso agli atti ai documenti legati alle pratiche edilizie. 

I rincari sono oggettivi purtroppo. Le tariffe attuali sono state stabilite dal Commissario prefettizio. 

Lei  ha vinto con una Lista civica, non crede che il civismo porti in sé il rischio di favorire l’opzione di potere da parte di gruppi affaristici e di interessi diversi da quelli della comunità.

Il civismo è il prodotto della crisi dei partiti, può essere, come nel nostro caso e come in molti altri comuni dell’area tiberina, ma anche a livello nazionale, la forma per un nuovo protagonismo dei cittadini nel governo delle comunità locali e questo vale, in particolare per quelle piccole e medie. In queste realtà le differenze ideologiche sfumano e prevale un’idea pragmatica del paese che supera spesso gli steccati ideologici. Certo, come ogni modello organizzativo può trasformarsi in altro, degenerare nel governo degli interessi di pochi, ma l’antidoto io credo stia nella sensibilità politica e dunque nei valori che ispirano il movimento civico. Oggi in esso prevale l’interesse pubblico non condizionato da interessi di parte o equilibri di partito. Ecco se  il civismo manterrà questa sua connotazione avrà, io credo , lunga vita, opzione fertile di partecipazione alla cosa pubblica.     

 

Ultima domanda posta proprio sulla porta prima di andar via.

Sindaco questo territorio è senza rappresentanza nelle istituzioni dal 2000. L’ultimo ad essere eletto in Regione dai cittadini da questo lembo di terra è stato Stefano Paladini ex sindaco di Fiano, nel 1995.  Sono passati 30 anni, che sembrano  un secolo intero. Non ritiene che questo sia un vulnus grave?

Si penso sia un problema molto serio perché penalizza queste comunità. È un dato di fatto, basta vedere la lentezza esasperante con cui la Regione ha proceduto alla realizzazione della viabilità di Gronda, per esempio. Ma c’è di più, il territorio di questi 17 comuni è cresciuto in modo esponenziale sia per numero di residenti che come realtà  produttiva. Faccio solo un esempio nel 2001, e cito solo quanto accaduto tra due centri  confinanti legati da lunga storia, ma  il fenomeno riguarda tutti i 17 comuni di questo distretto: in base ai  dati Istat Capena allora contava 6000 abitanti, e Fiano 8000, oggi sono circa il doppio: 11000 Capena, 17000 Fiano. Ed è raddoppiata la terra destinata alle attività produttive. L’intero Distretto conta oltre 130 mila abitanti. E’ cambiato il mondo intorno a noi, ma questa terra è senza voce in capitolo nelle grandi istituzioni. Forse questo è il problema più grande.

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