Giuseppe Faiella in arte Peppino di Capri uno dei più importanti e famosi cantanti italiani. Vincitore di 2 edizioni del Festival di Sanremo, delle 15 partecipazioni, vince anche l’ultima edizione del Festival di Napoli. Impossibile non ricordare due dei suoi maggiori successi Roberta e Champagne. Viene insignito nel 2005 dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi Commendatore ordine al merito della Repubblica Italiana.

Lei ha aperto i tre concerti italiani dei Beatles, una grande emozione?

Una bella esperienza senza dubbio. Questi signori arrivavano con degli strumenti, amplificatori e altro che noi fino a quel momento non avevamo mai visto, questo ci sorprese molto. Un po’ di delusione perché erano inavvicinabili. Come tutte le grandi star erano circondati da bodyguard, persino in aereo quando tornammo dalla data di Genova all’alba del mattino successivo nell’aereo privato, io tentai di avvicinarli ma non fu possibile, le guardie del corpo me lo impedirono, loro erano in coda all’aereo e dormivano. Per fare una foto con loro ho dovuto aspettare l’ultimo pomeriggio a Roma al teatro Adriano. L’unico contatto di quando ho aperto i loro concerti.

Lei ha portato il twist in Italia ?

Ho battuto sul tempo Chubby Checker, che ha avuto la versione originale. A Parigi aveva molto successo questo ballo e questa ventata fresca da oltreoceano. Gerry dei Brutos lavorava a Parigi all’Olympia mi chiamò raccontandomi questa musica che mi feci mandare, così è stato. La prima volta che la feci in pubblico è stato a Torino all’Arlecchino poi andammo a Roma a registrarla, per la prima volta fu registrata una canzone con gli applausi, volevamo dare l’impressione che ci fosse il pubblico dal vivo. È rimasto il 45 giri più venduto, 1 milione e 200 mila copie, una bella cifra, disco d’oro.

Perché oggi non si racconta più l’amore nelle canzoni?

Si parla d’amore velatamente, quasi come un sacrilegio. Si è abusato troppo dell’amore romantico e dell’amore perfetto, adesso servono scappatoie e allontanamenti, ci sono soluzioni e modi diversi per parlare di amore. 

Lei ha recitato in diversi film?

C’era un’epoca in cui le canzoni venivano portate sullo schermo i cosiddetti “musicarelli”. Attraverso il testo della canzone si facevano dei film. L’ultimo film che ho fatto è stato un film di Natale, interpretavo sia me stesso che un boss mafioso che voleva somigliare a Leonardo di Caprio, ero infatti Peppino Di Caprio, molto divertente. 

Le piace la musica moderna?

Non seguo molto la musica moderna. Quando ho capito che veniva molto valorizzato il rap mi sono “sfregato” le mani pensando che sia una fortuna perché vuol dire che c’è ancora lavoro per la nostra generazione. Ogni generazione merita la musica che sceglie, anzi sceglie la musica che merita. Vuol dire che va bene per questa generazione. Quando ci si innamora veramente si ha bisogno di un altro genere di canzoni. Faccia il suo corso, senza lasciare una traccia profondissima, perché noi siamo il paese che ha inventato la musica, quindi non scherziamo.

Il suo rapporto con il pianoforte?

Il pianoforte ormai fa parte del mio corpo. Sono nato al pianoforte, a 4 anni ho iniziato a strimpellare, non avevo giocattoli, l’unico giocattolo era il pianoforte. Ho iniziato con un 1 dito poi con 2, due mani finchè mi meritai una scrittura a 4 anni presso le truppe americane che stavano a Capri di riposo per una settimana. Andavo ad allietare le truppe americane tutti i fine settimana con le canzoncine dell’epoca. Il pianoforte mi è rimasto dentro nel senso che poi ho studiato 5 anni di pianoforte, musica classica. Poi mi sono dato alla musica e ho intrapreso questa strada.

E la musica napoletana?

La musica napoletana, soprattutto quella classica di fine del ‘800 primi del ‘900 è nel mio cuore. È una una musica immortale, ha fatto il giro del mondo con i grandi tenori, senza media e senza effetti speciali. Vorrei che tutti la preservassero in un angolino del cuore. Io me la porto dentro, la musica italiana è soprattutto questo: i classici napoletani, che io mi sono permesso di interpretare quando ho iniziato a suonare e cantare. Mia madre cantava queste canzoni in casa.

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