Per Pian dell’Olmo iniziano ad arrivare i No ufficiali. Il Mibac lo ha fatto di recente sottolineando per altro che quell’area essendo stata interessata da un violento incendio è vietato ogni intervento per i prossimi 15 anni. A breve dovrebbe arrivare quello dal Comune di Roma visto che la Commissione capitolina  nei giorni scorsi ha fatto un sopralluogo nell’area che ha confermato tutti i motivi del no  da parte dei Comuni tiberini. Per chiudere i lavori della Conferenza e avere la decisione finale mancano ancora alcuni pareri ma ormai dopo quello del Mibac la sorte di Pian dell’Olmo discarica è segnato.

TUTTI I COMUNI DELLA TIBERINA HANNO DETTO NO

In precedenza tutti i Comuni della Tiberina e della Flaminia, gli Enti e i tecnici presenti hanno dato parere negativo;  erano assenti la Soprintendenza archeologica, quella paesaggistica, l’Arpa e l’Autorità di Bacino. Assenze importanti purtroppo, in quanto senza il loro parere non si può concludere l’iter e avere la decisione definitiva. Da dire che in precedenza questi Enti avevano dato parere contrario. Da segnalare, inoltre, che Roma Città Metropolitana e il Comune di Roma, pur non evidenziando direttamente un parere negativo, hanno posto una serie di quesiti e di richieste decisamente stringenti all’azienda Torre di Procoio srl proponente la discarica.

COMITATO #NODISCARICA SUL PIEDE DI GUERRA

Proprio per questo, il sindaco di Riano Lindo Vetrani e il presidente del XV Municipio Stefano Simonelli hanno concordato di sollecitare all’indomani della Conferenza e con la massima urgenza tali Enti a esprimere il proprio parere in modo da concludere la vicenda.

COSA SUCCEDE ORA?

Gli enti non presenti nella Conferenza dei Servizi del 24 giugno hanno sessanta giorni (fino al 24 agosto) per esprimere il loro parere. Da ricordare che in questo tipo di procedura vale in principio del “silenzio assenso”. Di conseguenza, se la Conferenza dei Servizi non esprimesse entro il tempo stabilito una risposta alla richiesta della Torre di Procoio, equivarrebbe a un via libera alla discarica. Incrociamo le dita. Il pronunciamento del Mibac è un buon segnale.

 

 

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