Per chi non lo sapesse Poveglia è una piccola isola nella laguna veneziana, meglio nota come l’isola dei fantasmi; la sua storia inizia già in tempi antichissimi, quando, con la guerra di Chioggia nel 1379, fra le due repubbliche marinare di Genova e Venezia, divenne avamposto militare. Nel ‘700 a seguito dell’epidemia di peste, nota come “morte nera”, poveglia divenne un lazzaretto per i contagiati, venivano infatti portati qui per essere messi in quarantena e quindi qui furono bruciati e sepolti i loro corpi. Se fin qui la storia di questa pittoresca isola sembra infausta il seguito non è da meno. Nel 1922 viene ufficialmente aperto una casa di riposo per anziani, sebbene sulla facciata dell’edificio sia ancora visibile la scritta “ reparto psichiatria “, le numerose leggende narrano che un noto dottore dell’epoca sperimentasse l’allora avveniristica tecnica di lobotomizzazione.

Sempre secondo le leggende sembra che i pazienti ricoverati all’epoca parlassero di visioni di fantasmi, ma nessuno diede mai loro credito in quanto pazienti. La clinica chiuse nel 1946 in seguito al misterioso suicidio dello stesso medico, si narra tuttavia che un infermiera presente, vide una fitta nebbia uscire dal terreno e avvolgerlo causandone la morte.

L’isola venne quindi abbandonata; e sembra che in molti evitino di arrischiarsi perché la sua superficie si ritiene che sia costituita per lo più dai resti delle ossa delle persone che vi hanno abitato nei secoli. Queste leggende arricchiscono a tal punto la fama dell’isola che in tempi più recenti alcuni dei pochi turisti intrepidi che si sono avventurati su di essa abbiano avuto bisogno di soccorsi.

Per chi non si lasciasse coinvolgere da questi racconti surreali, l’isola di Poveglia, ad oggi si presenta, nei suoi poco più di sette ettari, avvolta in una fitta vegetazione incolta, con le onde che ne erodono pian piano la superficie, la troverebbe romantica e affascinante, anche senza l’intervento dei ghostbusters.