Castel Sant'Angelo,, Roma, 12 marzo 2020 (© Matteo Nardone/Pacific Press via ZUMA Wire / ANSA)

Lo schema per quanto riguarda cosa succederà dopo il 3 aprile – data in cui scade il DPCM del 9 marzo – dovrebbe prevedere un nuovo decreto del presidente del Consiglio, che dovrebbe estendere il lockdown almeno fino al 18 aprile, quindi dopo Pasqua. Dopodiché, anche con un occhio all’andamento della curva dei contagi, potrebbe scattare un’apertura graduale, dando la precedenza a quelle attività dove si può garantire la distanza necessaria tra le persone. «Quanto tempo dovremo restare a casa? Arriviamo fino a Pasqua e poi guardiamo i dati per stabilire come procedere -ha detto il presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro in un’intervista a Repubblica – Va vista l’evoluzione dell’epidemia».

Il rischio che una riapertura non calibrata possa determinare una ripresa dei casi, vanificando i risultati raggiunti fino a questo punto, è reale. L’idea è quella di cominciare con una riapertura parziale di alcune fabbriche, probabilmente quelle che operano nella filiera agroalimentare e sanitaria, forse anche della meccanica e della logistica.

SILVIO BRUSAFERROSILVIO BRUSAFERRO

L’allentamento della stretta potrebbe interessare anche alcuni negozi, mentre tutte le attività caratterizzate dalla concentrazione di persone in spazi chiusi, come bar, ristoranti, locali per il divertimento, cinema, teatri, stadi andrebbero automaticamente in coda. Il ministro dello sport Vincenzo Spadafora proporrà l’estensione del blocco delle competizioni sportive fino al 30 aprile.

La graduale riapertura sarà accompagnata da un’intensificazione dei controlli da parte delle forze dell’ordine, per verificare che le persone non escano più di quanto necessario.