Nel diluvio di regali che da Natale alla Befana sommerge le nostre case, scansando nell’angolo la vena sacra degli eventi, raccontiamo di un dono speciale: quello di una panchina. E’ colorata, ha forma inusuale e dai primi giorni di dicembre fa bella mostra di sé in un angolo della nuova grande piazza di Capena, opera attesa da almeno 50 anni che ha trasformato un parcheggio in area di socialità. Le macchine hanno dovuto sloggiare altrove per loro si sta costruendo uno spazio adeguato nei pressi, recuperando le gradinate del vecchio campo di calcio. La panchina è lì tra l’inizio dei nuovi stalli e la piazza quasi a segnare il confine tra i mezzi e lo spazio dedicato a uomini, donne, bambini.
Il regalo dell’Avis che raccoglie ogni anni 390 sacche di sangue
E’ un pezzo unico realizzato in loco dall’artista Nina Kullmann, maestra del mosaico con studio nel paese in via IV Novembre. Nel ruolo di “mecenate” chi del dono ha fatto la sua missione , l’Avis di Capena e della Valle Tiberina. Ci siamo fatti dare dalla storica presidente Giovanna D’Ippolito alcuni numeri: la sezione di Capena ha raccolto negli ultimi tre anni una media 390 sacche di sangue , vuol dire più una al giorno. Un lavoro immenso perché donare sangue è, spesso, donare vita. La “panchina blu” racconta questa storia di generosità e impegno verso gli altri. “ Dice Giovanna D’Ippolito presidente storica dell’Avis Capena : “ Il nostro è un gruppo affiatato che si assicura un impegno costante, noi crediamo che il dono più grande sia proprio donare. Grazie a chi, ogni giorno, sceglie di esserci per gli altri. La piazza è il luogo della comunità e la panchina reca in sé questo valore, promuove la donazione tra i giovani e per far nascere in loro un senso di comunità e unione”.

Il bando vinto da Nina Kullmann
Lineari ed esemplari le modalità scelte per l’affidamento. L’Avis Intercomunale S. Pietro ha promosso un bando. A vincere è stato il progetto presentato da Nina Kullmann, i lavori sono stati interamente finanziati dall’Avis. Sostegno e collaborazione sono arrivati dai ragazzi e operatori del Centro aggregazione giovanile, l’Amministrazione comunale ha dato disponibilità e il terreno pubblico dove è stata realizzata l’opera. Un regalo corale per la ritrovata agorà della comunità.




