Come prevedibile, l’assemblea pubblica sui rifiuti che si è svolta venerdì 5 aprile a Rignano Flaminio era molto affollata. Presenti molti cittadini, non solo di Rignano Flaminio, ma anche di diversi Comuni vicini, fra cui Sant’Oreste e Magliano romano.

L’esigenza di un’assemblea pubblica fra Amministrazione e cittadini nasce da lontano. Il 9 gennaio scorso, il TG3 regionale riportava infatti la notizia secondo cui Rignano Flaminio sarebbe stato individuato come possibile luogo di insediamento di impianti per il trattamento e/o lo smaltimento finale dei rifiuti, in base a una planimetria della provincia approvata dalla Città Metropolitana a fine dicembre.

Planimetria della provincia – aree idonee a ospitare impianti di trattamento (escluse discariche), in verde

E da lì, inevitabilmente, era cominciato il tam tam di informazioni, illazioni e deduzioni che accompagna  sempre il tema dei rifiuti nel nostro territorio, complice la situazione catastrofica in cui versa da anni la Capitale (di recente aggravatasi con gli incendi degli impianti del Salario e di Rocca Cencia).

Indispensabile e utile, quindi, fare chiarezza con un confronto istituzionale.

Planimetria della provincia – aree idonee ad ospitare impianti di smaltimento finale. Tratteggiate in grigio le aree di “attenzione progettuale”.

PER IL MOMENTO, NULLA DA TEMERE

Come chiarito all’inizio dell’incontro dal sindaco di Rignano Flaminio, Fabio Di Lorenzi, l’approvazione della planimetria non rappresenta una novità in sé (avviene periodicamente). Tuttavia la pianta contiene degli errori che l’Amministrazione rignanese sta provvedendo a far correggere, con le dovute interlocuzioni e atti formali.

In pratica, alcune aree del Comune di Rignano, che secondo le planimetrie risulterebbero idonee ad ospitare degli impianti di trattamento o di smaltimento, di fatto presentano dei vincoli (fra cui la presenza di risorse idriche e di “case sparse”) che le pongono al riparo da utilizzi di questo tipo.

Dal punto di vista pratico, inoltre, tali aree (sostanzialmente, Vallelunga e Pietrolo) presentano delle difficoltà di viabilità e accesso che renderebbero commercialmente impraticabile l’insediamento di grossi impianti o discariche.

Infine, il Comune studia da tempo alcune varianti al piano regolatore per valorizzare il patrimonio territoriale locale, fra cui l’istituzione di un Parco agricolo, che dovrebbe rendere ancora più remota tale possibilità.

RIFIUTI, SERVE UN SALTO DI QUALITA’

Nondimeno, la gestione dei rifiuti è un tema con cui confrontarsi, proponendo soluzioni, oltre a sollevare problemi.

Una notizia positiva emersa durante l’incontro riguarda l’avvenuta istituzione (annunciata qualche mese fa) di un Osservatorio sui rifiuti in seno alla Conferenza dei sindaci dell’area Flaminia-Cassia-Tiberina, a cui potranno partecipare anche associazioni di cittadini della nostra area e che dovrebbe promuovere anche la ricerca di soluzioni condivise.

Un secondo elemento positivo riguarda la presenza del sindaco di Morlupo alla riunione. Come già accaduto a Magliano pochi mesi fa, i sindaci danno prova di affrontare assieme i problemi che interessano tutto il territorio e su cui è utile muoversi in modo coordinato.

Incontro fra associazioni, comitati e sindaci, Magliano romano, 15 dicembre 2018

I nostri Comuni sono comuni virtuosi (anche se a Rignano Flaminio negli ultimi anni la percentuale di differenziata è scesa da oltre il 70 a un 60% “sporco”) e trovare delle soluzioni di gestione condivise contribuirebbe a metterci al riparo tanto dalle ingerenze di Roma che dallo “strapotere contrattuale” dei pochi gestori di impianti esistenti.

UN PROBLEMA CHE SUPERA LA DIMENSIONE LOCALE

Sullo sfondo del dibattito dell’Assemblea, una considerazione: la planimetria approvata dalla Città metropolitana fa ancora riferimento al Piano rifiuti regionale del 2012.

Manca quindi ancora (e questo non dipende dai nostri amministratori) un piano condiviso e aggiornato, che affronti pragmaticamente il problema dei rifiuti a livello almeno regionale. In Lombardia, il trattamento dei rifiuti (anche attraverso inceneritori, per le parti residuali)  è una realtà dalla metà degli anni ‘90. Nel Lazio, siamo ancora abbastanza lontani da una soluzione non emergenziale.

C’è poi un convitato di pietra: il tema di cui si parla poco e che riguarda la grande crisi del settore dei rifiuti mondiale in atto dal gennaio 2018, ovvero da quando la Cina ha deciso di non importare più i nostri rifiuti, e in particolare gli scarti della carta e della plastica.

Un problema di fronte al quale tutti noi, cittadini e amministrazioni, non possiamo continuare a chiudere gli occhi e che ci impone, ancora più che in passato, un salto di qualità.