Il Rock al “chiaro di luna” griffato Gucci

 a cura di Marco Rapagnani

 

Spencer Kornhaber, editorialista della celeberrima rivista rock “The Atlantic” dovrebbe saperlo bene: il Rock non ha bisogno di essere salvato. Il Rock si genera e rigenera, anche quando lo si da per spacciato: è la sua forza.

Quindi possiamo tranquillamente accettare che i nostri Måneskin non siano i salvatori del Rock, lo cavalcano e lo interpretano dandogli la loro personale lettura, con la leggerezza di chi a vent’anni riesce a divertirsi ballando sul trono di Spotify come accade solamente ai grandi nomi della musica internazionale.

Dalle performance in Via del Corso e un concerto al Chiringuito a San Paolo nella loro amata Roma, passando per X-Factor vincono il Festival di Sanremo, primeggiano all’Eurovision Song Contest 2021 e accendono i motori a quello che sarà il missile rock più veloce nella storia della musica italiana e che li porterà dritti fino al tetto del mondo.

Mai una band italiana aveva fatto tanto e mai ce lo saremmo sognato.

Eppure Manuel Agnelli, fondatore e frontman del gruppo alternative rock Afterhours, aveva visto qualcosa di travolgente in questo gruppo di adolescenti fin dai primi passi in X-Factor 11 del 2017, e Mara Maionchi, nota produttrice discografica, ne intuisce il potenziale.

Ricordo ancora quando ho sentito per la prima volta “Choosen” alla radio, brano del 2016: “Ciao a tutti, questi sono i Måneskin”. Un testo autobiografico che chiarisce da subito le intenzioni del “prescelto” a cui fa riferimento il titolo, “Questo è il mio momento e non mi interessa cosa pensa la gente – canta Damiano – perché sono nato per questo…questa non è musica, questa è vita, questo è ciò per cui vivo”. Termina poi con un profetico “Follow me, follow me now”. Seguimi, seguimi ora, un po’ stile social Instagram; chissà se poteva mai immaginare che a seguirlo sarebbero “stati milioni di fan da lì a poco. Pubblicato dall’etichetta discografica Sony Music l’EP omonimo “Chosen” sarà presto certificato doppio disco di platino consacrando il successo della band romana.

Victoria De Angelis e Thomas Raggi, bassista e chitarrista, sono i primi due elementi del gruppo. Si conoscono dall’infanzia, avendo frequentato lo stesso Istituto Comprensivo in zona Monteverde a Roma, mentre Damiano David arriverà successivamente, era una conoscenza di Victoria dalle medie e si sono conosciuti mentre lei frequentava la scuola musicale. Ethan Torchio, il cui nome “Ethan” è un omaggio della mamma al suo attore preferito Ethan Hawke, è l’ultimo ad entrare in famiglia, grazie ad un annuncio pubblicato su Facebook dall’attivissima Victoria. Tutti nati a cavallo tra il 1999 e il 2001.

La classica formazione rock è al completo, basso, batteria chitarra e voce, e che voce!

Il nome Måneskin, lo si deve sempre a Victoria: significa Chiaro di luna in danese, la lingua d’origine della mamma scomparsa.

Dopo X- Factor, nel 2018, pubblicano “Morirò da re, seguito a settembre 2018 da “Torna a casa”, un altro singolo che si dimostra una grande hit. A ottobre, dopo l’apertura del concerto degli Imagine Dragons a Milano, esce il loro primo album in studio, “Il ballo della vita”. Da qui partirà una tournée internazionale che fa registrare il tutto esaurito in ogni tappa.

Sanremo 2021 li vede trionfare con il brano “Zitti e buoni”, forti di un televoto che li premia indiscussamente, nonostante l’invito dell’influenzar da 20 milioni di followers su Instagram Chiara Ferragni in favore del duo Michielin/Fedez.

Il sostegno del voto popolare sarà determinante anche all’Eurovision Song Contest 2021, dove giungono quali vincitori di Sanremo in qualità di rappresentanti dell’Italia. A Rotterdam, nella notte del 23 maggio, “Zitti e buoni” si classifica al primo posto, facendo così dei Måneskin i terzi italiani nella storia ad aggiudicarsi il prestigioso premio, dopo Gigliola Cinquetti, nel 1964, e Toto Cutugno, nel 1990.

I Wanna Be Your Slave entra nelle classifiche europee e mondiali insieme a Beggin’” (cover dei Four Seasons). Vincono gli Mtv Europe Music Awards 2021 come Miglior Artista Rock, entrano nelle classifiche internazionali di Spotify e l’America inizia ad amare questo gruppo Rock Made in Italy. Nel novembre 2021, all’Allegiant Stadium di Las Vegas. i Måneskin aprono il concerto dei Rolling Stones. Gli USA sono pronti a riconoscere il loro valore e gli Mtv Video Music Awards 2022, diventano i primi artisti italiani a vincere un premio: Miglior Video Alternativo grazie a I Wanna Be Your Slave”, di cui uscirà una nuova versione realizzata insieme al cantante statunitense Iggy Pop, ]mentre agli American Music Awards, uno dei riconoscimenti più prestigiosi della discografia americana, vengono premiati come Favorite Rock Song con il loro brano “Beggin’”, battendo leggende del Rock come Red Hot Chili Peppers e  Foo Fighters.

                                                                                                                      

Partecipano alla compilation della colonna sonora del Biopic “Elvis (Original Motion Picture Soundtrack), con il brano “If I Can Dream, hit storica di Elvis Presley, oramai le loro date dei loro live sono tutte sold out.

Per loro potremmo rispolverare l’aggettivo “Glamour”; con il loro stile ripropongono il “Glam Rock” che ha avuto in Marc Bolan dei T.Rex e David Bowie di “Ziggy Stardust” i suoi indiscussi sacerdoti. Eccentrici, audaci, irriverenti, esplosivi, sensuali; fin dalle loro prime uscite si sono fatti notare per la particolarità delle loro scelte stilistiche. I primi capi di abbigliamento, colorati e retrò, stile vintage anni ’70, li acquistavano spesso a Monteverde Vecchio, vicino al mercato di Porta Portese.

Dopo essersi presentati in tute aderenti effetto nude, firmate da  Etro, un capo che per la sensualità e la dichiarazione di libertà di espressione li rende un’icona del gender fluid, è il momento di  Gucci che li veste ufficialmente e li consegna al pubblico con un look nuovamente trasformato che contribuisce a renderli sempre più  fenomeni di costume, testimonial delle nuove tendenze nel campo della moda all’avanguardia, come è sempre stato per le maggiori rock star di ogni epoca.

Tornando alla musica, ad ottobre 2021 pubblicano il singolo “Mammamia”, presentato in anteprima a Berlino dal So36 di Kreuzberg e in aprile del 2022 rendono disponibile sui social un’anteprima di un brano inedito intitolato “Gasoline”, per l’iniziativa Stand Up for Ukraine indetta da Global Citizen, un testo antimilitarista e contro la guerra in Ucraina dove frasi come “giocare a fare Dio con un cuore di pietra” suonano come una chiara  condanna all’invasione Russa e una critica a Vladimir Putin.

Il 13 maggio è la volta del singolo “Supermodel”, prodotto da Max Martin, Rami e Sly, scritto insieme al cantautore Justin Drew Tranter e presentato dal vivo alla finale dell’Eurovision Song Contest 2022 a Torino.

Ad ottobre 2022 l’uscita di “The Loneliest”, una ballata struggente e malinconica che sarà ben rappresentata dal videoclip diretto da Tommaso Ottomano, dove la tormentata sensazione di solitudine dopo una notte d’amore è rappresentata in stile dark/gotico con la band in total back firmato ovviamente Gucci. Il singolo che risulta essere il brano più riprodotto al mondo sulla piattaforma Spotify durante la prima settimana lascia preludere alla pubblicazione di un nuovo album, annunciato a dicembre e pubblicato il 20 febbraio 2023.

”Rush”                                                                                                                         17 i brani, di cui 13 inediti, e la prima caratteristica che risalta è la netta prevalenza nell’utilizzo della lingua inglese, i brani in italiano risultano solamente 3; d’altra parte è chiaro l’indirizzo dei Måneskin rivolto al mercato internazionale.

Proprio per fronteggiare al meglio l’evoluzione c’è un taglio con le produzioni precedenti e ci si affida alla professionalità di un certo Max Martin, produttore discografico che vanta collaborazioni con Britney Spears, Backstreet Boys, Kesha, Taylor Sweet, Lady Gaga, Coldplay, per citare alcune delle popstar che lo hanno visto alla consolle.                           L’altro aspetto è appunto l’apertura a collaborazioni di livello, che imprimono nuova energia ai brani ed esaltano l’internazionalità del prodotto.

Una delle collaborazioni eccellenti è quella con Tom Morello, famoso chitarrista dei Rage Against the Machine e del supergruppo Audioslave, nel singolo “Gossip”, scelto per promuovere l’uscita dell’album insieme alla traccia in lingua italiana “La fine”.                   “Rush” seppur non abbandona il sound Rock/Funky che li ha resi famosi, è sicuramente un disco più ruvido dei precedenti, un’evoluzione che li porta a confrontarsi con sonorità nuove e continuare a mescolare generi; non il disco della maturità ma un lungo cammino, 53 minuti di musica, alla ricerca della propria personalissima cifra compositiva. Veniamo agli inediti.

Si inizia con “Own my mind”, vuoi possedere la mia mente, con la batteria di Ethan in apertura seguita dal riff Thomas, poi a sostenere il ritornello l’energico giro di basso di Victoria e la voce graffiante di Damiano. I Måneskin si presentano subito chiarendo le intenzioni dell’album. “Timezone” è una ballata energica con un intro alla Red Hot Chili Peppers e un testo dedicato a quanti hanno il loro amore dall’altra parte del mondo, divisi appunto da un differente fuso orario; il ritornello è pronto per i cori da stadio.“Bla bla bla”  è un divertisment il cui personaggio ama più i The Smiths che la cocaina e chiude togliendosi un sassolino dalla scarpa quando dice “Hai detto che sono brutto e la mia band fa schifo, ma una canzone da un miliardo di streaming”. “Baby said”, trascinata dal basso di Victoria è una tipica FM Rock song dove ritroviamo il retrogusto funky che li ha resi famosi. Se “Feel” e “Don’t wanna sleep” alzano il voltaggio rock rendendole ideali a far ballare I fan nei loro live, è con “Kool Kids” che I nostri quattro sondano nuove sonorità distaccandosi dai vecchi cliché a cui ci hanno abituati. Il pezzo, con un intro quasi industrial dell’imprescindibile Victoria, è un post-punk alla Idles, con Damiano in accento brit quasi irriconoscibile ad urlare un testo volontariamente acido e volgare; una vera novità nel loro repertorio; «Non siamo punk, non siamo pop, ma music freaks», nel testo la chiara intenzione di trovare una loro collocazione originale nel panorama musicale internazionale. La ballata romantica di “If not for you” e un classico pezzo easy rock quale “Read your diary”, apre alla trilogia in lingua italiana. “Marck Chapman” noto per aver ucciso, l’8 dicembre 1980, John Lennon, analizza l’ossessione degli stalker, “Nascosto tra la gente, senza un’identità, dice che mi ama ma lo so che mente”. L’ultimo inedito è “Il dono della vita”, poi chiudono l’album i singoli che già conosciamo bene.

C’è tanto, forse troppo; travolti da un successo inaspettato i Måneskin sono al lavoro per ricercare una propria personalissima identità artistica in campo musicale; l’album resta in bilico tra la riproduzione della formula che li ha resi famosi e la voglia di inseguire nuovi orizzonti, nuove prospettive. Vediamo cosa ci riserveranno in futuro. Nel frattempo, godiamoci questi ventenni che cavalcano le vette delle classifiche a aspettiamo di vederli nuovamente ospiti a Sanremo, insieme al mitico Tom Morello.

Marco Rapagnani

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