Ci sono amicizie che nascono e si consolidano grazie alla Cultura. Antonio Giuliani, Tony per chi gli è amico, in questo senso, con il tempo, è diventato un competente e gradevole compagno di avventura di tanti appuntamenti ed eventi che si svolgono a Roma e nel territorio che comunemente abitiamo. Un continuo, inarrestabile, divulgatore di arte. Di quella ideata, dipinta e poi mostrata. Da diversi anni lo bazzico e da quando lo conosco mi ha sempre sorpreso per la creatività e l’originalità che mette in campo.

Tony, originario di San Severo, nel Foggiano, e residente a Rignano Flaminio da tre decenni, ha un’esperienza artistica di tutto riguardo. Un curriculum pieno di impegni, tappe e tempi da “chapeau” sinceri.

Dopo aver studiato alla Parson’s School of Design di New York ed aver svolto il ruolo di Assistant Design Director presso Macy’s di New York, che è una rinomata e antica catena della grande distribuzione statunitense, ora dipinge e allestisce Personali dalla qualità tanto garantita quanto empatica. La prossima, in ordine cronologico, la metterà in mostra a Palazzo Venturi di Campagnano di Roma l’11, il 12 e il 13 febbraio prossimo, dal titolo, impegnato quanto emotivo “Sentimenti Cromatici”. Mostra, questa, che porterà in luce, probabilmente più delle altre finora preparate, il suo talento e il suo estro. Qualità che in Tony, e chi lo conosce lo sa, vanno di pari passo con lo studio persistente e la formazione assidua. La preparazione di evoluzione come regolare sviluppo, quindi.

“In questi ultimi mesi – mi ha detto, presentandomi la sua Personale – ho lavorato molto e ciò che vedrai a Campagnano sono ventuno opere nuove, completamente diverse da tutto ciò che ho fatto finora. Sono perciò assai ansioso di avere un riscontro da parte di coloro che mi onoreranno della loro presenza”.

Ogni Personale, per un artista, racchiude il senso di un periodo, rappresenta la conta finale di un tot tempo. A cosa ti sei ispirato in questi mesi di lavoro preparativi alla Prospettiva di Campagnano?
Tutto è iniziato quando, sfogliando un libro d’arte, mi sono imbattuto in Vassili Kandinskij. Mi ha colpito la sua pittura così astratta, informale e piena di colore. Ho realizzato un quadro ispirandomi a lui e l’ho intitolato ‘Omaggio a Kandinsky’. Subito dopo è venuto il primo di una serie di sette opere, ‘Policromia in blu’ e a seguire tutti gli altri. Mentre dipingevo era come se il pennello andasse da solo sulla tela. L’unica imposizione da parte mia è stata la scelta di due, massimo tre colori. Finito il primo, e così per tutti gli altri, me li guardavo e riguardavo e sentivo un profondo senso di soddisfazione. Forse ero riuscito a trasporre sulla tela quello che sentivo dentro di me. Ed il titolo di questa mia terza Personale è venuto quasi da sé: ‘Sentimenti Cromatici’, appunto”.

Tony, pittori si nasce o si diventa?
Io credo che ci si nasca, o quanto meno con tendenze artistiche, avendo poi la possibilità di svilupparle. Io ho frequentato due anni di Ginnasio prima di rendermi conto che questo indirizzo di studi non era per me. Ho lasciato così il Ginnasio e mi sono iscritto al Liceo Artistico di Via Ripetta, a Roma. Ho dipinto da ragazzo fino al 1963, anno del mio trasferimento a New York, dove, dopo un anno di studi di Grafica pubblicitaria ho cominciato a lavorare da Macy’s e ci sono rimasto fino al 1968”.

Quali pittori classici e moderni apprezzi di più?
Raffaello, Botticelli e gli Impressionisti, Manet, Cezanne, Monet e Degas”.

C’è un quadro davanti al quale hai detto “peccato non averlo dipinto io”?
Sì, ‘Il bacio’ di Gustav Klimt”.

Anni fa, a margine della presentazione di un libro, mi dicesti una cosa così tenera e bella, nel senso pieno dei termini, che ancora me la ricordo: mi dicesti “da quando mia moglie non c’è più la pittura per me è diventata lei”. Cosa provi, Tony, quando dipingi?
“Premesso che ho ricominciato a dipingere dopo la scomparsa di mia mia moglie nel dicembre del 2018, mi chiedo spesso cosa sarebbe stato di me senza la pittura. E grazie a questa, pian piano, sono riuscito a riprendermi la mia vita e con me anche quella di mia moglie. Le mie prime opere sono state tutte ispirate da lei e tutte e due le mie prime Personali sono state a lei dedicate: ‘Emozioni’ e ‘Una storia’”.

Qual è, Tony, il colore del sentimento?
Il rosso e il giallo, con tutte le loro sfumature. Perché entrambi racchiudono diversi aspetti del mio essere”.

Buon sentimento, allora, Tony! Buona Itaca! Buoni colori! A noi, astanti, non rimane che ammirarli, magari proprio a Campagnano, in occasione dei “Sentimenti Cromatici” dalle tante tonalità e dalle mille venature. Quelle che lasciano il segno.

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