Che si tratti di una passeggiata al parco o in un bosco, una “pillola” di natura al giorno riduce significativamente il livello di cortisolo (l’ormone dello stress) nel sangue e migliora l’umore: è la conclusione di un recente studio dell’Università del Michigan, secondo cui «bastano 20 minuti al giorno trascorsi nel verde per farci stare meglio», e senza ricorrere ad ansiolitici e antidepressivi.
«Durante la prima ondata della pandemia si è assistito a una curiosa crociata contro i runner e gli sportivi in genere – puntualizza lo psicologo Mauro Grimoldi, ex presidente dell’Ordine lombardo –, quando ora è acclarato che i luoghi più a rischio contagio sono quelli al chiuso, non quelli all’aperto. Dunque è bene chiarire che l’attività sportiva open air, se praticata con gli accorgimenti che sappiamo, fa bene. Di più: è funzionale alla salute».

Quanto all’effetto benefico di un’escursione in montagna o a contatto con la natura, lo psicologo lo spiega così: «Da sempre sappiamo che le emozioni positive condizionano la salute del corpo e viceversa – conclude Mauro Grimoldi –. E’ il principio alla base del detto “mens sana in corpore sano”, e ciò vale a maggior ragione durante l’emergenza Covid. Se una passeggiata nel parco – ma potrebbe valere per qualsiasi altra attività – provoca un’emozione positiva, automaticamente questa emozione si trasformerà in benessere. I neurotrasmettitori del cervello producono infatti una catena di reazioni ormonali che migliorano il funzionamento dell’organismo. E’ il fondamento della psiconeuroimmunoendocrinologia: tanto più una persona sta bene psicologicamente, tanto meglio si sentirà anche fisicamente».





