Raccontiamo oggi di un cantore di queste nostre terre. Al frastuono del nostro tempo preferisce il silenzio dei sentieri bianchi che portano alla bellezza che ci sta intorno e di cui spesso non abbiamo contezza. Monasteri, torrenti, castelli dimenticati, eremi e monti. Si chiama William Sersanti e di tutto questo fa poesia. William racconta S. Oreste. La montagna che fu isola e poi luogo sacro degli antichi popoli che abitarono la Valle del Tevere quando il mare si ritirò. Lui di queste terre conosce sentieri ed eremi, corsi d’acqua e cascate. Per lavoro cammina, di mestiere infatti  è guida ambientale escursionistica. Organizza gruppi che conduce per strade sconosciute e colme di sorpese. Ogni estate pianifica escursioni  facendo conoscere le meraviglie di queste colline, i posti incantati e nascosti. Ne conosce e racconta, storia , leggende e magie e pure le stelle, all’occorenza.

Canta i nostri posti incantati 

Le canta, le studia, le mette in versi, le ferma su carta.  Le sottrae all’oblio della dimenticanza e del frastuono. Del paese sul Soratte ha raccolto le parole di un dialetto che è diverso da tutti quelli dei paesi vicini, un conversare quasi  isolano che sa di boschi e grandi spazi. Una nota su di lui dice che : “Sta lavorando ad una pubblicazione di una nutrita raccolta di proverbi (circa 2.000), registrati nel suo luogo natio nel corso degli anni, un compendio di racconti in vernacolo e, in supporto al linguista Luigi Cimarra, il vocabolario del dialetto santorestese. Ha all’attivo una decina di pubblicazioni, sia in versi che in prosa, ed un CD di canzoni originali in vernacolo progettato insieme all’amico Paolo Diamanti, che si è occupato della musica. Sta attualmente lavorando all’ultima di 4 sillogi dialettali scritte “al tempo del coronavirus”. Scrive poesia in dialetto. Versi che sono il sentimento di un lavoro quasi artigiano di ricerca preziosa che avviene camminando nei vicoli, parlando con gli anziani, registrando racconti e aneddoti. William regala un futuro alle vicende della sua gente.

Premio Scarpellini alle sue  poesie in dialetto

Ora arrivano i riconoscimenti. La sua raccolta “U mellu cottu” ha vinto recentemente, il premio “Vincenzo Scarpellino” , una sorta di Nobel regionale della poesia dialettale. Ma non è finita. Subito dopo i suoi “canti in santorestese” si sono classificati al secondo posto nel  concorso nazionale “Salva la tua lingua” con componimenti inediti. Con la raccolta “U mellu cottu”  invece è stato menzionato tra i finalisti nella sezione poesia dialettale edita. “E un orgoglio immenso – scrive William Sersanti su facebook –  essere riuscito a portare Sant’Oreste ed il Soratte sul gradino più alto del podio. Evviva il Soratte, evviva San Nonnosu”.