Una strategia a raggiera: è composto così il Piano di Valorizzazione e Promozione del Territorio che il Comune di Castelnuovo di Porto sta portando avanti con il brand “AMO CASTELNUOVO” e che si avvale della preziosa collaborazione delle Soprintendenze e del Parco di Veio.

 

Non solo il centro storico, perla medievale con un Borgo che l’Amministrazione Comunale ha deciso di candidare al club dei Borghi più Belli d’Italia, ma anche la zona di Belmonte, nel parco di Veio, e le cave romane, più in basso nell’area tiberina.

Le cascate di Belmonte, a Castelnuovo di Porto.

Sono questi i punti chiave di un programma innovativo che intende mettere a sistema i luoghi da visitare a partire da un progetto di marketing territoriale per lo sviluppo turistico delle principali attrazioni del nostro patrimonio storico, artistico, culturale e naturalistico.

La segnaletica Turistica Interattiva segnerà l’inizio di questo progetto. A breve, cartelli monumento con informazione sui luoghi di interesse e mappe tematiche, saranno posizionati all’ingresso del centro storico e nell’area di accesso al parco di Veio.

Visitatori nell’area archeologica di Belmonte, a Castelnuovo di Porto.

L’Ufficio Relazioni con il Pubblico, collocato in Piazza Vittorio Veneto, sarà trasformato in un punto di informazione turistica dotato di materiali di comunicazione e dépliant, aperto anche nel week end grazie alla collaborazione con l’Associazione Pro Loco di Castelnuovo di Porto.

Ma gli obiettivi del progetto sono ancora più ambiziosi: primo fra tutti trasformare Castelnuovo di Porto in un Ecomuseo, ovvero in un museo dedicato al territorio nel suo complesso e ai suoi abitanti, alla cultura viva delle persone, al loro ambiente, al loro passato, valorizzando ciò che amano e che desiderano mostrare ai loro ospiti e trasmettere ai loro figli.

Un’istituzione, l’Ecomuseo, che si occupa di studiare, conservare, valorizzare e presentare la memoria collettiva di una comunità e del territorio che la ospita.

Per questo motivo, faranno parte dell’Ecomuseo i nostri monumenti più importanti e le località più caratteristiche, in una veste però rinnovata e approfondita nei contenuti.

Ad esempio farà sicuramente parte dell’Ecomuseo il sito archeologico di Belmonte nel Parco di Veio, tipico insediamento rupestre altomedievale con resti di torre e fortificazione, sul quale è in corso uno studio avviato da poco dall’Università della Tuscia, tutto incentrato sulla particolarità che lo rende unico: ovvero le numerose cavità scavate nel tufo, che servivano da abitazione.

Una costruzione tipica dell’alto medioevo, conservata fino ad oggi in buone condizioni che può essere finalmente oggetto della valorizzazione che merita: un villaggio scavato nella pietra, popolato dall’VIII al XV secolo d.c., tutto da scoprire sotto una luce nuova.

Così come farà parte dell’Ecomuseo anche il Parco Archeologico delle Cave Romane che si trovano nella zona di Colle Verde, nel quadrante Tiberino, attualmente in fase di progettazione e oggetto di valutazione da parte della Soprintendenza.

Da Veio al Tevere, passando per il Borgo. Questo è il filo rosso che lega il progetto dell’Ecomuseo al brand “AmoCastelnuovo”. Al cuore di tutto ci sarà la Rocca Colonna, il monumento più rappresentativo che dal 2019 fa parte della rete delle Dimore Storiche del Lazio.

Al suo interno sarà ospitata, tra qualche mese, anche un’inedita attività di grande valore sotto il profilo della ricostruzione della vita del borgo e della storia delle tradizioni: si tratta della catalogazione, a cura della Soprintendenza e dell’Associazione culturale Saxa Narrant, di tutti i reperti rinvenuti nel “Butto” di Castelnuovo di Porto, ovvero nella cavità naturale che si trova ai piedi del centro abitato, utilizzata in epoca medievale come discarica di oggetti di uso quotidiano al tempo gettati via, e oggi divenuti preziosissime fonti storiche da studiare.