E’ partito il conto alla rovescia per la demolizione degli ecomostri della collina di Monte Tufello nel comune di Castelnuovo di Porto. Stanno li come loculi da circa 40 anni. Un monumento dell’abusivismo di rapina tipico degli anni 80 e 90. Si tratta di quelle strutture in cemento prefabbricato che incombono sulla via provinciale per Capena, a ridosso dell’edicola al bivio delle zone residenziali di Colleverde e Colle del Fagiano. Dietro la schiera di mostri,  si celano altri dieci scheletri.

Su quella collina doveva nascere infatti un centro residenziale di ben 1500 abitanti, di fatto un piccolo paese. Una follia abusiva sanata solo in parte.

Decine di edifici abusivi saranno demoliti

Dalle prime verifiche che stanno facendo gli uffici comunali sembra che le finestre offerte dai vari condoni siano state percorse a metà, in modo disordinato e parziale, e probabilmente le domande non potevano essere presentate, per di più le pratiche non sono mai state portate a termine del procedimento previsto. E’ rimasto tutto fermo da decenni causa il fallimento della società che ha realizzato l’obbrobrio urbanistico.

E’ rimasta la devastazione permessa anche indirettamente da amministrazioni comunali che non hanno controllato a dovere. Dice il sindaco di Castelnuovo di Porto, Riccardo Travaglini: “Abbiamo chiesto all’area urbanistica di procedere con la decadenza dei titoli e la successiva ordinanza di demolizione. Voglio abbatterli prima della fine del mandato”.

Il lavoro di ricognizione avviato è il timer che segna il tempo di azioni decise per ripristinare i luoghi e restituire integrità a  quelle terre.  Le risorse per abbattere i mostri  sono disponibili in un fondo regionale apposito. Il prossimo passo sarà l’approvazione della decadenza dei titoli, atto necessario a poter piazzare la dinamite sotto quell’insulto derivato da una stagione urbanistica scellerata.

Lavori per dare dignità al complesso abitato

La parte degli edifici abitati di via Monte Tufello, quelli ben visibili anche dal casello dell’A1, invece è passata in gestione all’amministrazione comunale.  L’assemblea consiliare infatti ha autorizzato il sindaco a firmare un contratto in comodato prioritario ai sensi e per gli effetti del codice antimafia, con facoltà d’uso per aree ed immobili che erano sotto sequestro. I custodi giudiziari cedono la gestione del compendio al Comune di Castelnuovo di Porto, attraverso un contratto di comodato d’uso gratuito, il quale prevede anche una compartecipazione economica consistente, da parte dello Stato, alle spese necessarie per eliminare le situazioni di pericolo per l’incolumità pubblica e la salute pubblica. La spesa prevista è di 800mila euro, 750 saranno a carico dell’Erario statale. Si procederà al rifacimento del manto stradale della via di accesso, alla messa a norma del depuratore, all’installazione di una cabina elettrica, illuminazione pubblica. Alla parte abitata si darà dignità, al resto l’abbattimento.

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