Da questa mattina alle 8 sono aperti i termini  per la presentazione delle liste per eleggere il nuovo consiglio della Città Metropolitana. Cioè la provincia dimenticata e in abbandono. Potranno essere depositate dalle ore 8.00 alle ore 20.00, e dalle ore 8.00 alle ore 12.00 di lunedì 29 novembre 2021 presso l’Ufficio elettorale di Palazzo Valentini. In base alla legge De Rio di istituzione delle Aree Metropolitane, le ex  amministrazioni provinciali sono oggi poco più di una Comunità Montana, enti di secondo livello e questo vuol dire che al voto per l’assemblea composta di 24 membri saranno chiamati solo i consiglieri comunali in carica. Le elezioni invece si terranno il 19 dicembre dalle ore 8 alle 23. Il seggio elettorale è sempre nella sede storica di Palazzo Valentini. Tre le liste in corsa : quella del campo largo di centro sinistra composta da Pd, Azione di Calenda e Italia Viva di Renzi, quella di centro destra con Fratelli d’Italia,  Lega e Forza Italia e infine la lista dei Cinque stelle che vanno in solitudine,  passando dal governo alla testimonianza. Ma c’è di più, il voto è ponderato e questo ha due conseguenze: pesano più i candidati del capoluogo che quelli dei 120 comuni fuori il perimetro romano. Era così anche con il vecchio ordinamento, ma la divisione in collegi e il sistema elettorale proporzionale, mitigavano  uno squilibrio oggettivo. I piccoli comuni trovavano un loro spazio.

Non c’è spazio di rappresentanza per i piccoli comuni

Oggi no. C’era autonomia, oggi no.  I consiglieri erano 45 , il presidente veniva eletto dai cittadini. Oggi no. Il presidente è lo stesso sindaco di Roma, che però non è stato votato dai residenti del grande hinterland. In teoria dovrebbe essere Gualtieri a rispondere anche della più piccola frana a Saracinesco, 200 abitanti o Filacciano che ne conta 450. La preparazione di conseguenza rispondono più a logiche partitiche che alla non rappresentanza popolare. E’   la messa a terra di una riforma sbagliata che restringe spazi di democrazia e fa crescere disservizi. Le strade provinciali devastate raccontano tutto questo in modo lampante. Della vecchia provincia è rimasto il guscio: la sede storica di Palazzo Valentini in via IV Novembre e il grattacielo Parnasi all’Eur. Ma con le casse vuote.

Oggi l’ex Provincia è un guscio vuoto e senza soldi

Cosi è scritto nella nota integrativa al bilancio 2021-2023.”Le difficoltà di contesto che hanno accompagnato la nascita delle Città metropolitane non hanno ancora trovato soluzioni volte a fornire una adeguata stabilità finanziaria ed istituzionale per tali Enti. Le difficoltà finanziarie riscontrate negli ultimi anni, che hanno comportato il continuo ricorso a misure straordinarie per il raggiungimento degli equilibri di Bilancio, non hanno consentito alla Città metropolitana di Roma Capitale di promuovere una idonea programmazione delle funzioni di propria competenza, limitando fortemente l’erogazione dei servizi di propria competenza”.  Di fatto questa Città Metropolitana è tutta da costruire, il compito del prossimo Consiglio è solo questo: gettare le fondamenta. In attesa che la proposta di legge presentata dal senatore Bruno Astorre, segretario del Pd Lazio, volta azzerare questa riforma sbagliata trovi la strada per essere discussa e recuperare spazi alla partecipazione.