Dicembre 5, 2025
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Ferrovia Roma Nord: è ora che si muovano i sindaci

L’incertezza corre sui binari. La Ferrovia Roma Nord, dopo la chiusura di un lungo tratto per i lavori che prevedono il raddoppio della linea, continua ad essere fonte di disagi, stress, ritardi per tutti coloro che ne hanno necessità. Per recarsi al lavoro, a scuola, a sbrigare un problema nella capitale.

È proprio di ieri un nostro articolo – a firma di Luca Benigni – in cui, riprendendo i dati forniti dal Comitato Pendolari Ferrovia Roma Nord, si tracciava un bilancio disastroso relativamente al numero di corse soppresse sul tratto urbano nel mese di ottobre.

Fabrizio Bonanni, presidente del Comitato, individua le responsabilità in un articolo apparso su RomaToday: “Tutto questo disagio ricordiamo che è dovuto alla mancata comunicazione di Astral e Cotral che evidentemente non si parlano (nonostante gli sforzi dell’assessorato regionale che comunque ci tiene informati sull’evoluzione delle nostre proposte) e che, soprattutto la prima, ha attivato una decina di cantieri mobili notturni per fare dei necessari lavori all’infrastruttura ferroviaria urbana che sono anche utili per la tratta extraurbana. Tali cantieri (che dovrebbero durare fino a tutto aprile 2026) probabilmente sono mal gestiti, tanto che come comitato ci siamo attivati subito per capire come risolvere la situazione (magari ci potevano arrivare da soli…) e a proporre di fare un piano di emergenza per mitigare gli innumerevoli disservizi dovuti a questi lavori. In pratica li abbiamo avvisati noi dei disagi, evidentemente per loro era tutto a posto”.

Piangere? Ridere amaramente?

Qui, mi preme sottolinearlo, non si tratta da parte di chi scrive di stabilire responsabilità o colpe politiche. Oppure di rifare la storia degli ultimi decenni di questa nostra “disgraziata” ferrovia.

Qui si tratta di dare certezze agli utenti, per quanto possibile.

Qui è tempo che si muovano i sindaci della nostra area – settimana prossima sono previste riunioni in Regione – e pretendano, anche a costo di mobilitazioni di tutto il territorio, risposte chiare.

Qui serve un cronoprogramma che definisca la durata dei lavori, sottoscritto da Regione, Cotral, ASTRAL, Comitato Pendolari e primi cittadini.

E, inoltre, se a fronte di un numero inaccettabile di soppressioni delle corse, ci si è resi conto che il perdurare di questa situazione fino ad aprile 2026 non è accettabile, si trovino soluzioni alternative.

Stiamo giocando con la qualità della vita di migliaia di persone, di donne, uomini, ragazze e ragazzi. E lesiva anche dei loro diritti, in quanto costretti a spendere soldi per un servizio che di fatto non viene erogato.

Siamo scesi in strada – e bene abbiamo fatto – per scongiurare scellerate ipotesi di discariche nella nostra area, con i sindaci con tanto di fascia tricolore ad aprire i cortei.

È tempo che, con determinazione e buonsenso, tornino a far valere il proprio importante ruolo di guide delle nostre comunità nei luoghi dove si decide. Per il bene e la salute dei cittadini che amministrano.

Altro tempo non c’è.

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