Dicembre 5, 2025
spot_imgspot_img

In estate riparte l’outlet Soratte, la scommessa della Valle Tiberina

Ancora qualche mese e riaprirà le porte, l’outlet Soratte, chiamato così per via del fatto che sorge ai piedi del monte che sta lì dal Pleistocene, quando la valle era tutto un mare.

Il complesso  è stato costruito su terre del  comune di S. Oreste e a due passi dal casello A1 di Ponzano Romano – Soratte ed è stato operativo per 10 anni dal 2008 al 2018.

Non si chiamerà però più così , bensì “Outlet Roma” perché nasce con ambizioni metropolitane di area vasta, come suol dirsi. Il bacino di riferimento – come si vede nella cartina che pubblichiamo, ripresa dal sito della società Arcus della famiglia Percassi proprietaria anche dell’Atalanta – spazia dal viterbese al reatino, dal sud della Toscana alle propaggini abruzzesi fino a Roma per circa 4 milioni di abitanti. 

Già prenotati il 55% dei locali

I lavori di recupero e ristrutturazione sono ormai pressoché conclusi ed il “pre let”, cioè la prenotazione dei punti vendita ha già superato la quota del 50%. Il taglio del nastro è previsto per la prossima estate.

L’investimento complessivo è stato di circa 100 milioni. Sarà un centro commerciale raccolto, immune da gigantismi e molto friendly, immerso nello scenario naturale della Valle del Tevere ricco di storia millenaria e leggende.

I negozi saranno complessivamente 140, 90 partiranno nella prima fase e 50 nella seconda. L’area occupata è di circa 10 ettari, compresi parcheggi e viabilità esterna. Oltre metà della superficie sarà occupata da edifici e percorsi pedonali. I parcheggi esterni dispongono di 2500 posti auto a cui vanno aggiunti quelli interrati.

 

Il progetto

Il progetto punta ad intercettare e valorizzare il turismo indotto da un’area dalla forte vocazione ambientale e storica, interessata da una generale e diffusa riscoperta.

Si tratta inoltre di intercettare i flussi di visitatori interessati a shopping di marchi di fascia medio-alta a prezzi outlet con sconti dal 30 al 70% contando sul traino del casello. Previsti ovviamente spazi ristorativi e di sosta.  I posti di lavoro ipotizzati sono in linea con quelli della precedente esperienza e cioè circa 400. 

È una sfida coraggiosa

È una sfida coraggiosa. L’Italia del 2025 è meno ottimista e ridente di quella del 2008, e più povera. Da allora ad oggi gli stipendi hanno perso l’8 per cento del loro valore reale, limato dall’inflazione e non recuperati con gli aumenti contrattuali,  sul paese grava una cappa di sfiducia nel futuro fatta di guerre e rincari dell’energia.  


Le possibilità di successo del centro commerciale a nord di Roma si giocano tutte sulla proposta progettuale della società della famiglia Percassi, che dovrà essere in grado di camminare su uno stretto sentiero.

Per il Comune di S.Oreste e tutti i comuni della Valle Tiberina, il gioco vale comunque la candela. L’investimento è una buona occasione di sviluppo. Si recuperano volumi edificati, vuoti da anni,  si creano posti di lavoro, si realizza un punto commerciale dalle grandi potenzialità attrattive.

La sfida  è trovare le sinergie utili, quali iniziative mettere in campo per creare quel circuito virtuoso capace di approfittare, e nello stesso tempo sostenere, l’avvio e il successo della moderna struttura commerciale disegnata dall’architetto Carlo Maria Sadich e da tre artisti (Mario Seccia, Felice Levini e Marco Tirelli).

Related Articles

SEGUICI SUI SOCIAL

16,444FansMi piace
2,419FollowerSegui
- Pubblicità -spot_img