Recentemente si è parlato (spesso a sproposito!) di Città metropolitana in merito ai problemi legati alla viabilità e all’edilizia scolastica. Ma che cos’è questo nuovo ente?

Ideate all’inizio degli anni Novanta, hanno trovato la loro istituzione con la legge 56/2014 (cd. Riforma Delrio). Esse sono subentrate nel territorio e in tutti i rapporti giuridici alle Province di Torino, Milano, Venezia, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Reggio Calabria, Cagliari, Palermo, Messina e Catania. Il legislatore le definisce semplicemente enti territoriali di area vasta, stessa definizione del resto utilizzata per le altre Province (attenzione! Le Province non sono mai state abolite!).

C’è da sottolineare che il legislatore ha preferito non optare per alcun criterio di delimitazione urbanistico del concetto di metropoli, si è semplicemente limitato a traslare il territorio provinciale.

Gli organi della Città metropolitana

Organi della C.M. sono tre: il Sindaco metropolitano, unico organo esecutivo, il ruolo è ricoperto di diritto dal Sindaco del Capoluogo (salvo diversi meccanismi di elezione mai attuati), quindi nel nostro caso è l’avv. Virginia Raggi Sindaco di Roma; il Consiglio metropolitano, organo deliberativo di indirizzo e controllo, formato da Consiglieri eletti da e tra i Sindaci e i Consiglieri comunali dei Comuni ricadenti all’interno del territorio metropolitano; la Conferenza metropolitana, organo consultivo composto da tutti i Sindaci dell’area metropolitana. Questi organi sono scelti con un’elezione di secondo livello che non coinvolge in nessun modo i cittadini residenti. Non è prevista la Giunta, sebbene il Sindaco possa assegnare alcune deleghe ai Consiglieri. Tutte le cariche sono a titolo gratuito.

Le funzioni

Tra le funzioni assegnate alla Città metropolitana vi sono, oltre a quelle proprie delle Province, l’adozione e l’aggiornamento annuale di un piano strategico triennale del territorio metropolitano, la pianificazione territoriale generale, la strutturazione di sistemi coordinati di gestione dei servizi pubblici, la mobilità e la viabilità, la promozione e il coordinamento dello sviluppo economico e sociale.

Perchè non funzionano?

Allora perché non funzionano? La legge istitutiva prevede che le Regioni di riferimento trasferiscano alle Città metropolitane alcune funzioni, ma soprattutto che individuino le risorse adeguate; compiti alle quali le Regioni ancora non adempiono.  Di fatto la riforma è rimasta a metà.

C’è da dire che in molti Stati come Spagna, Portogallo e Francia, il modello della Metropoli ha avuto ottimi risultati; in Italia è necessario intervenire, in tempi brevi, per puntellare la normativa laddove necessario.

A chiarimento di ulteriori dubbi la Città metropolitana ha competenza sulla manutenzione della rete viaria ex-provinciale e degli edifici scolastici di istruzione superiore.

È vero, la nomenclatura non aiuta ad individuare perfettamente gli enti di riferimento, colpa delle riforme altalenanti in materia di enti locali. Per precisare: Roma Capitale è la nuova denominazione del Comune di Roma; Città metropolitana di Roma Capitale, invece, è l’ente che è subentrato alla Provincia di Roma.