Un’erta collinetta chiamata Colle del Casale immersa nella rigogliosa vegetazione, perfettamente ubicata di fronte l’attuale chiesa di San Giovanni Battista a Magliano Romano, ospita da centinaia di anni una chiesetta denominata “Grotta degli Angeli” o “Chiesa di San Michele Arcangelo”. 

Grotta degli Angeli, oggi

La prima notizia storica riguardante la Grotta degli Angeli risale all’anno 1274 ed è riportata nelle Rationes Decimarum Italiae, in cui la si denomina come sede dell’Arcipretura. Successivamente la visita Apostolica dell’anno 1574 sul territorio la nomina nuovamente come chiesa consacrata. Il Colle del Casale ospita inoltre altre tre cappelle rocciose, quelle di: Sant’Anna, San Vittorina e Santa Lucia.

Possiamo affermare che la Grotta degli Angeli è una delle chiese rupestri più complesse del Lazio, sia dal punto di vista architettonico che da quello decorativo, ma allo stesso tempo è anche ingiustamente una delle meno note: per questo abbiamo deciso di raccontare la sua vera storia, basandoci principalmente sugli studi condotti da Mara Minasi e Simona Moretti.  

Si tratta di un antico sepolcro etrusco riadattato a chiesa durante l’Alto Medioevo: fu scavato in parte nel tufo ed in parte costruito in muratura. L’edificio è costituito da un’unica navata centrale con soffitto voltato a botte e termina con una triplice arcata sostenuta da due colonne in tufo, le quali conservano ancora tracce di pittura policroma, che introducevano all’altare. Un sedile, ricavato nella roccia, percorreva interamente la parete di fondo, con lo scopo probabilmente di ospitare i monaci durante le celebrazioni eucaristiche.

Grotta degli Angeli, oggi

Gli Affreschi 

L’ambiente  venne ricoperto durante il XII secolo da un’ampia e celestiale decorazione pittorica che andò ad interessare  il soffitto e le volte a botte. Le figure rappresentavano un breve ciclo evangelico composto da: natività con annuncio ai pastori, adorazione dei Re Magi, presentazione di Gesù al Tempio. 

Il cedimento della parte anteriore della Grotta ha purtroppo determinato la scomparsa di una consistente porzione degli affreschi, si riuscì a ricavare solo l’immagine frammentata di una Madonna col bambino, databile alla fine del XVI secolo. Uno dei più apprezzabili ritrovamenti è senza dubbio uno scudo di cuoio (clipeo) con Cristo benedicente affiancato dagli Arcangeli Michele e Gabriele.

Ciclo Evangelico
Affreschi rinvenuti nella Grotta

I dipinti vennero scoperti da Federico Hermanin che ne diede la notizia nel Bullettino della Società Filologica Romana nel 1902. 

Nel 1939 si decise finalmente di intervenire sugli affreschi per garantirne la conservazione. Durante le operazioni di distacco, dato che i dipinti si presentavano già gravemente compromessi, si decise di mantenerne l’originaria curvatura. Dopo il difficoltoso distacco dalle parenti tufacee, gli affreschi vennero trasferiti a Roma, dove, dopo una breve esposizione, purtroppo subirono molti spostamenti: dalla Galleria Nazionale d’Arte Antica di Palazzo Corsini ad un deposito non attrezzato di Palazzo Venezia. Per anni furono inaccessibili al pubblico e difficilmente visibili anche per gli studiosi.

Esposizione a Palazzo Corsini

Don Angelo Baiocchi, allora e tuttora parroco di Magliano Romano, dopo essersi adoperato per molto tempo affinché le memorie artistiche del luogo venissero restituite o quantomeno esposte, riuscì ad ottenere gli affreschi raffiguranti il ciclo evangelico, ad oggi esposti nella chiesa di San Giovanni Battista, la principale del paese. 

Grotta degli Angeli, affreschi

Gli affreschi che abbiamo la possibilità di visionare nella parrocchia di Magliano, sono caratterizzati da uno stile unico; durante i suoi studi lo stesso Hermanin affermò che probabilmente i dipinti provengono da due diversi artisti. L’eleganza delle pose, il reclinare delle teste, l’azzurro vivace come colore predominante in quasi tutte le immagini, ci riportano ad una sensazione di beatitudine, probabilmente era questo lo scopo degli autori di tanta maestosità. D’altronde una Grotta nata per essere dedicata agli Angeli e ricoperta da queste magnificenti raffigurazioni non poteva passare inosservata.

 

 

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