Il presidente dell'Ente Parco di Veio Giorgio Polesi.

Incontriamo il presidente del Parco di Veio Giorgio Polesi in una assolata mattina di inizio maggio, ben attenti tutti a distanziamento e dispositivi di protezione. Si tratta di un’occasione utile per fare il punto sulle attività dell’Ente e per comprendere come si prepara all’arrivo delle belle giornate, ora che finalmente si torna ad uscire e in molti prediligono una passeggiata a contatto con la natura, in particolare nei 99 chilometri complessivi dei sentieri ubicati all’interno del Parco di Veio.

Un’immagine della bellissima cascata di Magliano Romano, all’interno del Parco.

Presidente Polesi, finalmente siamo tornati in zona gialla e si torna ad uscire. Come vede la situazione da uno dei polmoni verdi del Lazio?

Vorrei innanzitutto sottolineare come la battaglia contro il Covid non sia ancora terminata e che è necessario continuare ad essere prudenti. Noi stiamo riprendendo da dove ci eravamo lasciati: da una domenica di febbraio, prima che fosse istituita la zona rossa, in cui migliaia di persone si sono riversate all’interno del Parco, soprattutto nella zona del Sorbo e della via Francigena. Oggi come allora, da parte nostra accanto a uno spirito di grande accoglienza nei confronti di tutti i visitatori mettiamo anche a disposizione le nostre forze di vigilanza e quelle dei Comuni interessati per far rispettare al meglio le regole, sia quelle generali del Parco che quelle legate all’emergenza Covid.

 

Per restare a quelle generali del Parco, quali sono le regole principali che i visitatori sono tenuti a rispettare?

Prima di tutto è assolutamente vietato entrare nei campi coltivati. Poi, desidero in particolare ricordare che è possibile entrare nel Parco con il proprio cane ma soltanto al guinzaglio, senza lasciarlo mai libero. Da sottolineare inoltre come sia vietata la caccia e come non sia possibile in alcun modo campeggiare all’interno del territorio del Parco.

Uno scorcio del sentiero 5 a Formello, che collegherà la Valle del Sorbo a Le Rughe.

Oltre a queste doverose regole, c’è qualcosa di specifico che intende sottoporre all’attenzione dei visitatori?

Purtroppo ancora troppe persone non rispettano come si dovrebbe la flora e la fauna del Parco, mettendo a rischio quel fattore primario della biodiversità che costituisce il fulcro reale delle oasi naturalistiche. Si tratta di un concetto semplice, legato al ciclo della natura, che dovrebbe essere patrimonio di tutti e che invece, purtroppo, vediamo molto spesso disatteso. Serve una maggiore coscienza ecologista da parte di tutti.

Un particolare della Tomba dei Leoni Ruggenti. Si trova a Campetti, Isola Farnese. E’ la più antica tomba dipinta d’Etruria, databile tra il 700 e il 690 a.C.

Voi lavorate in maniera molto collaborativa con i Comuni i cui territorio insistono in parte all’interno del parco. Su quali specifici progetti state lavorando in questo periodo?

Abbiamo davvero degli ottimi rapporti con tutti gli amministratori dei Comuni del Parco. A Sacrofano a breve partiranno i lavori per la realizzazione di un percorso attrezzato e a breve, con l’iniziativa regionale Ossigeno, provvederemo alla piantumazione di alberi in località Monte Musino.

Per quanto riguarda Formello è di prossima apertura il nuovo sentiero 5, che collegherà il Sorbo alle Rughe.

A Campagnano stiamo lavorando per aprire un ostello nei pressi del bellissimo sito del Santuario.

A Roma a breve realizzeremo un percorso attrezzato all’Inviolatella Borghese mentre sia nella zona della Capitale che a Formello stiamo predisponendo un grande progetto per la valorizzazione dell’antica città di Veio.

Con il sindaco di Magliano Romano stiamo interagendo proficuamente per attrezzare dei nuovi sentieri in zone di particolare pregio storico e naturalistico mentre a Morlupo puntiamo sulla riqualificazione di tutta la zona intorno all’ostello, in località Assura.

Castelnuovo di Porto è ormai per noi una meta privilegiata dal punto di vista culturale, con la nostra partecipazione attiva al Festival CastelnuovoFotografia mentre a Riano nei prossimi mesi lavoreremo a fondo per collegare i due ingressi a sentieri già esistenti.

Alcuni componenti del Corpo italiano di San Lazzaro e dell’associzione nazionale dei Carabinieri, sezione Trionfale, che collaborano stabilmente con il Parco di Veio.

 

Veniamo a qualche aspetto più spinoso. Si è fatto un gran parlare della presenza dei lupi all’interno del Parco e dei danni che causano agli allevatori. Cosa possiamo dire a riguardo?

Prima di tutto vorrei specificare che all’interno del vastissimo territorio dell’Ente Parco di Veio ci sono attualmente tre branchi di lupi, monitorati giorno e notte attraverso le nostre fototrappole. Lupi, va detto, assolutamente non pericolosi per l’uomo. Per quanto riguarda gli allevatori, il Parco da una parte eroga un rimborso per i capi abbattuti mentre dall’altra contribuisce finanziariamente per le recinzioni degli allevamenti e per l’eventuale acquisto dei cani antilupo. Analoghi contributi li eroghiamo per le recinzioni elettrificate anticinghiali.

Un branco di lupi ripreso all’interno del Parco. L’immagine è stata scattata dalle fototrappole.