Per contenere al minimo i disagi dei pendolari derivati dall’applicazione del nuovo regolamento di sicurezza delle ferrovie, da settembre i binari della ferrovia Roma nord saranno utilizzati quasi esclusivamente a senso unico  per treni diretti a Roma. Questo la mattina. Stesso discorso nel pomeriggio quando invece il binario unico sarà occupato solo da treni che saliranno verso i comuni dell’hinterland. In questo modo si manterranno in esercizio nove convogli  sia all’andata che al ritorno e il ritardo sul ruolino di marcia segnerà solo 25/30 minuti in più rispetto al tempo impiegato fino al 30 giugno. I buchi che si creeranno adottando questa modalità operativa saranno coperti dal Cotral e comunque riguarderanno un flusso di pendolari molto ridotto. Si cerca di ridurre i disagi che però saranno comunque enormi, perché la ferrovia funzionerà a scartamento ridotto  da ora e fino al 2023 quando è prevista la conclusione dei megalavori per la sua rinascita e raddoppio , e che dovrebbero decollare completamente dalla prossima primavera. Dunque si prospettano quattro anni di passione.

ISTITUITO OSSERVATORIO  CON I COMUNI PER SEGUIRE I LAVORI

Il regolamento che “strozza” la ferrovia, velocità massima 50 chilometri l’ora e blocco e stop con ripartenza ad ogni attraversamento, se ne contano piu di 100, è in vigore dal due giorni insieme al taglio di 22 corse. E già ora chiamare la Roma Nord ferrovia è un grande eufemismo visto la lentezza e durata del viaggio. Il dramma vero però si attende per settembre quando riapriranno le scuole e la platea dei pendolari che utilizza ogni giorno la ferrovia si presenterà al gran completo sulle banchine. La soluzione tecnica individuata questa mattina nel corso  dell’incontro che si svolto presso gli uffici della Regione Lazio, tra i rappresentanti dell’assessorato regionale alla mobilità e gli amministratori dei comuni di Sant’Oreste, Rignano Flaminio, Soriano nel Cimino, Civita Castellana, Morlupo, Castelnuovo, Riano e Sacrofano per ovviare ai  disagi sulla Roma – Civitacastellana – Viterbo derivanti dalle prescrizioni in tema di sicurezza introdotte dall’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie dopo il disastro in Puglia di due anni fa dovrebbe evitare il blackout totale. A corredo è stato istituito uno strumento di controllo. Spiega il consigliere regionale Emiliano Minnucci componente della commissione regionale trasporti . “ Quello di oggi è stato un incontro proficuo utile ad avviare un serio percorso di concertazione con le amministrazioni locali dei comuni che insistono sulla via Flaminia. Inoltre si è deciso di istituire un Osservatorio, partecipato dalla Regione e da tutti i comuni interessati. L’idea è quella di promuovere un’interlocuzione pragmatica volta alla segnalazione delle criticità e all’individuazione di soluzioni condivise per migliorare la qualità dei servizi di trasporto a partire dalla nuova stazione di Piazzale Flaminio, al raddoppio Montebello – Riano e quello Riano Morlupo, alla segnaletica e l’eliminazione dei passaggi a livello nel viterbese”. 

L’ASTRAL SUBENTRA ALL’ATAC. DA SETTEMBRE I PRIMI CANTIERI

Sotto la pressione dell’emergenza sono velocizzate le procedure per rimettere in capo alla società regionale Astral il ruolo di ente responsabile dei cantieri per trasformare la Roma Nord in una ferrovia moderna. Esautorando l’Atac. In campo ci sono oltre 200 milioni di euro. Lo sblocco del cantiere di Piazzale Flaminio dovrebbe avvenire già in autunno. In primavera poi l’apertura  di tutti i cantieri per il raddoppio e la messa in sicurezza della linea fino a Morlupo. Fine corsa nel 2023. Incrociando le dita.