E’ on line su Change.org una raccolta di firme per chiedere lo stop all’interramento del sito archeologico rinvenuto sulla Tiberina in località S. Marta nel comune di Capena dopo 10 anni di stasi. Nonostante i tentativi di definire il sito “poca cosa” di “poco valore” , “solo quattro tombe” o “quattro stalle”, in realtà si tratta di un villaggio vero e proprio, così come illustrato dall’allora responsabile dell’area per la Soprintendenza, Gianfranco Gazzetti nel  corso di un convegno organizzato dal Gar Capena  e ribadito nel post scomparso dopo poche ore di transito su Fb  nei giorni scorsi : “Gli scavi eseguiti hanno restituito numerose testimonianze di un complesso attivo dall’età Repubblicana al VI sec d. C. che comprende oltre una via glareata in direzione del Tevere, un lungo tratto della via Campana e aree funerarie, anche una serie di strutture tra cui una villa rustica ed una mansio (stazione di posta). Un complesso che ci aiuta a ricostruire la storia del nostro territorio in un periodo compreso tra l’età ellenistica ed il Medioevo e che tra poco, non avremo più la possibilità di vedere perché in fase di reinterramento, privando così la comunità di riscoprire e godere del patrimonio storico-archeologico dell’antico “Ager Capenate”.

Raccolta di firme per uno stop e  per aprire discussione.

Gia nel 2011, d’altra parte lo stesso Gazzetti, rispondendo ai chiarimenti richiesti dal consigliere comunale Alessandro Ristich, precisava che trattavasi di “vasto complesso romano”.  No quattro ruderi, insomma. Sui social dopo la pubblicazione del nostro articolo, si sono formati due partiti: quello che giustifica la scelta della Sopraintendenza di procedere all’interramento, come l’unica possibile per tutelare i resti poiché questa è la procedura standard  visto che mancano i soldi.  L’altro invece chiede uno stop immediato perché la memoria della comunità e del comprensorio tiberino, non sono di proprietà di un solo Ente ne degli esperti.

Si chiede di capire e di sapere perché non sono state percorse fino in fondo ipotesi di valorizzazione che pure, a noi risulta, siano state avanzate  e subito cestinate. Il tempo delle decisioni unilaterali assunte tra pochi intimi è scaduto. I cittadini non sono sudditi.

Ed è anche ora che i sindaci facciano la loro parte per evitare che questo accada: non può essere che l’unica via praticabile sia quella di accettare supinamente le decisioni di enti superiori senza battere ciglio.

Trattare la memoria della propria comunità con approccio burocratico come fosse il rilascio di un certificato di residenza non è accettabile

Il Nuovo sostiene la raccolta di firme su Change.org

Ben venga dunque la raccolta di firme lanciata dal consigliere d’opposizione nel consiglio comunale di Capena, Antonio Paris che ha fatto sua la battaglia che il nostro giornale porta avanti dal 2019. Il Nuovo sceglie di sostenere senza alcuna incertezza questa iniziativa.  Il tema del destino dei resti archeologici di S. Marta non è questione di partito, né solo di un comune, ma  tocca il nervo vivo della democrazia e della partecipazione. Riguarda tutti. Abbiamo affrontato il tema più volte e dato conto, fin da subito, della  preoccupazione degli esperti sulla difficoltà a  far restare fruibile il complesso rinvenuto nel terreno di proprietà di Scarpellini. Il nostro intento era aprire una discussione. Si è preferito, da parte di Soprintendenza e Comune, girare a largo, non rispondere alle e-mail, far finta di nulla, tacere, scegliere e procedere. Ignavia e arroganza a braccetto. 

Prima di procedere, ascoltare. No prove di forza

Noi crediamo che la competenza principale in democrazia sia l’ascolto , il confronto, il coinvolgimento. Non le prove di forza sulla nostra memoria e quella di un intero territorio. Pensiamo anche che questo modo di fare sottolinei ancora una volta come l’area Tiberina  sia ormai terra di risulta dove ogni ente sovraordinato può decidere qualunque cosa dall’interramento della storia del territorio, alla localizzazione a Magliano Romano della discarica per Roma, all’abbandono della ferrovia Roma Nord. Senza che nulla accada.

La scelta della Soprintendenza sul destino del  complesso rinvenuto a S. Marta si muove dentro questo solco di abbandono che è civile, culturale e politico e dunque di pesante limitazione della democrazia.

Qui l’indirizzo per firmare

Invitiamo i lettori del Il Nuovo a firmare, perché non si tratta di un fatto locale, ma del rispetto di tutta l’area Tiberina. Questo l’indirizzo :https://www.change.org/p/stop-interramento-reperti-archeologici-santa-marta-prima-che-sia-troppo-tardi?recruiter=false&utm_source=share_petition&utm_medium=facebook&utm_campaign=psf_combo_share_initial&utm_term=share_petition&recruited_by_id=a81aa830-55df-11ec-8370-8ff118c01b31&utm_content=fht-31588189-it-it%3A3#:~:text=STOP%20Interramento%20reperti%20archeologici%20Santa%20Marta%2C%20prima%20che%20sia%20troppo%20tardi

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