Oggi voglio parlare di sesso. Si, esatto, nonostante sia una costante dall’alba dei tempi, viene spesso aggettivato come “proibito”. Indipendentemente da quale sia l’opinione moderna, oggi vorrei entrare nelle camere illuminate dalle deboli lucerne, possiamo intravedere Venere affrescata alle pareti, sentire baci, gemiti, chissà cosa accendeva i sensi se le canzoni, i profumi o i suoni; magari un’arpa, suonata dalle abili mani di una minuta ragazza. Dettagli ormai celati sotto la cortina del tempo.

Mogli e amanti
Quadretto con scena erotica, Pompei

Per i romani, tutto dipendeva dal rapporto affettivo: congiunto o amante. La sostanziale differenza derivava dall’obbiettivo, riproduzione o piacere. I matrimoni romani erano molto diversi dai nostri, la donna nel ruolo di moglie o matrona non poteva conoscere i piaceri del sesso, per questo motivo i rapporti erano al buio, in silenzio e quasi vestiti. Agghiacciante diremmo noi.

Adulterio, simbolo di rivincita

Il sesso con l’amante era diverso, una figura scandalosa fu Giulia, la figlia di Augusto, condannata all’esilio per adulterio. In una società dove la donna era messa in secondo piano, le matrone erano entusiaste di finire tra le braccia dell’amante, dove potevano dare sfogo alle fantasie.

Ovidio

Quante domande riguardanti la sessualità degli antichi, così poche righe a disposizione, proverò a rispondere a una delle più gettonate e attuali: “le donne dell’antichità, a letto fingevano?”. Le risposta la dà Ovidio, tra i primi suggeritori dell’inganno:

fingi le gioie più dolci con ingannevoli suoni.

[…]

Soltanto bada, quando fingerai, di non farti scoprire:

crea l’illusione coi movimenti e con gli stessi sguardi.

Le tue parole e il tuo ansimare daranno prova del tuo godimento.

(Ovidio, L’arte di amare. Trad. Emilio Pianezzola)

Ovidio, maestro di mille generazioni!

I manuali
Pan e Ermafrodito

Ancora prima dell’egemonia romana, circolavano dei manuali nei quali venivano spiegate le posizioni piacevoli, migliori e creative per fare sesso.

I greci collocano l’origine dei manuali al periodo della mitica guerra di Troia, secondo la tradizione, la prima guida è stata ad opera di una delle ancelle di Elena, Astyanassa.

Dove trovarli?

Mi piace immaginare le antiche civiltà del Mediterraneo come “rane intorno a uno stagno”1 grazie al commercio e alla navigazione erano pronte allo scambio di idee, conoscenze e materiali. Nel 331 a.C. è stata fondata una delle capitali dell’Impero Ellenistico, Alessandria D’Egitto; città portuale e famosa per la sua grandissima biblioteca, qua, i manuali erano facilmente reperibili.

Questa è solo una piccola parte delle curiosità che colorano il mondo degli antichi, variegato, ricco di sfumature, un po’ come il nostro. Talvolta migliore.  

Cari lettori, vi aspetto la prossima settimana per continuare a scoprire insieme le bellezze nei cubicula romani.

1 Platone, Fedone