Gli ampi spazi boschivi della nostra zona sono mete diffuse, per furestieri e abitanti, per perdersi nella natura e scoprire nuovi luoghi. Con l’arrivo dell’autunno, le passeggiate nel verde (o nel’arancione) diventano sempre più frequenti, lungo sentieri ricchi di erbe selvatiche.
Alcune di queste erbe sono commestibili, ricche di nutrienti e facilmente riconoscibili. Possono diventare ingredienti preziosi per zuppe e infusi, oppure essere essiccate e usate per insaporire i piatti. Le possibilità sono molte, ma in questo articolo parleremo di tre erbe selvatiche dei nostri boschi dalle preziose proprietà e che possono essere usate in cucina.
Ortica
Nonostante la sua “aggressività”, l’ortica è una pianta ricca di benefici e nutrienti. Nella preistoria veniva consumata sotto forma di zuppa, e le sue foglie sono utilizzate come tintura per tessuti e colorante alimentare.

L’ortica è una pianta altamente nutriente, con un alto contenuto proteico, e ricca di vitamine (A, C, E, K) e sali minerali (calcio, ferro, magnesio, potassio, ecc.). Le foglie contengono anche preziosi Omega-3, in particolare acido alfa-linolenico, in quantità superiori rispetto ad altri vegetali.
Possiede proprietà depurative, antinfiammatorie, diuretiche, emostatiche e cicatrizzanti, ed è una fonte eccellente di clorofilla, utile per rinforzare l’organismo e prevenire l’arteriosclerosi.
Dell’ortica si usano principalmente le foglie e, in misura minore, i semi. Si raccolgono i germogli e le giovani foglie prima della fioritura. Cimare la pianta stimola nuovi getti, permettendo più raccolti.
In cucina, le foglie tenere vengono consumate in succhi ed entratti, cotte. Si possono cucinare zuppe, risotti, sformati, ripieni di ravioli, polpette, gnocchi e impasti di pasta fresca, in alternativa agli spinaci. Le foglie essiccate e tritate sono ottime per insaporire piatti o preparare tisane.
Mentuccia
Non è raro sentire il piacevole odore di mentuccia quando ci si trova nel verde. La mentuccia possiede proprietà antimicrobiche, antiossidanti e insetticide, grazie a principi attivi come mentolo e borneolo, concentrati nelle sommità fiorite. In passato si usava per disinfettare l’acqua nelle stive delle navi.

Tutta la pianta è commestibile: si usano foglie e sommità fiorite, raccolte dalla primavera all’autunno. È usata per aromatizzare piatti come funghi, zuppe e verdure (es. carciofi alla romana), ma anche preparare tisane rinfrescanti e digestive. In cosmesi, l’infuso si può aggiungere all’acqua del bagno o applicare sul viso per un effetto tonico e stimolante.
Malva
La malva è facilmente riconoscibile grazie ai suoi fiori violetti, che popolano i prati da febbraio a novembre. È una pianta ricca di Omega-3, calcio, potassio, vitamine C ed E, ampiamente usata nella fitoterapia mediterranea. Le sue proprietà emollienti, antinfiammatorie, espettoranti e lassative derivano principalmente dal contenuto di mucillagini e antociani.

Si usano foglie, fiori e radici, sia internamente (per problemi digestivi, stitichezza, mal di stomaco) che esternamente (per lenire pelle e mucose irritate). È utile anche per acne, bolle e disturbi del sistema escretore, ed è stata impiegata in etnoveterinaria.
Tradizionalmente, viene consumata lessa con poco acqua e olio contro la stitichezza, grazie al suo forte effetto calmante e addolcente. Si consumano soprattutto le foglie tenere, raccolte prima della fioritura, crude in insalata o cotte in zuppe, minestre, ripieni, torte salate o semplicemente lessate e condite con olio e limone. I fiori, oltre che edibili, sono decorativi per insalate e antipasti.
In passato, la radice veniva data ai bambini per la dentizione, mentre i frutti acerbi venivano mangiati per il loro gusto simile alle mandorle fresche. Si raccolgono foglie (senza picciolo) e fiori al mattino, dopo la rugiada. Vanno essiccati in uno spazio ombroso e ventilato o con essiccatore, e conservati al riparo da luce e umidità.
Malva, ortica e mentuccia sono solo tre delle erbe che si possono trovare tra la flora della nostra zona. Capire la vegetazione che ci circonda è importante per saperla rispettare e anche per saperla utilizzare e valorizzare.








