Spuntano quasi di sorpresa tra la vegetazione in piena esplosione primaverile. Sono grotte, mura, brandelli di casa, finestre rimaste da anni chiuse, porte che ora si riaprono e ti fanno entrare nel passato. I lavori per il consolidamento della rupe sottostante il vecchio borgo di Faleria sono partiti da due mesi e ogni giorno regalano nuovi scenari, nuovi spaccati, nuovi frammenti di un tempo che non c’è più e che sono stati cancellati.

Stiamo parlando della parte di paese abbandonato negli anni 50, quando il rischio di crolli e di frane era iniziato a diventare troppo alto. È lo sperone di roccia che si trova alle spalle della Chiesa Collegiata di San Giuliano e che nasconde un pezzo importante della storia di Faleria. Una storia che oggi inizia a essere riscoperta. “I lavori rientrano negli interventi di mitigazione del dissesto idrogeologico finanziati dalla Regione Lazio con le Risorse FSC 2021-2027 – spiega ai nostri microfoni il sindaco, Walter Salvadori – per un importo complessivo di 3 milioni di euro. Oltre 700 giorni di lavori, che finiranno nel 2027, e che permetteranno la messa in sicurezza della rupe, la creazione di un percorso vita e, magari, l’arrivo di nuovi investitori interessati a ricostruire questa fetta di paese”.

Da oltre mezzo secolo, questa parte di Faleria è stata dimenticata, nascosta. Solo qualche casa continua a essere abitata, prezioso baluardo contro l’abbandono. Intanto la natura si è ripresa i suoi spazi, l’edera ha ricoperto tutto. E adesso, come un velo, viene tolta, svelando, appunto, un tesoro di un tempo che non c’è più, che dal Dopoguerra passa per il Medioevo e finisce ancora più lontano. “Noi però non vogliamo fare di Faleria un nuovo paese che muore – ci spiega ancora Walter Salvadori – vogliamo attirare turismo, vogliamo ricreare questa parte di borgo. E in questo senso è importantissimo il lavoro che abbiamo fatto per il recupero del Castello degli Anguillara. Adesso manca l’ultima parte: la Sovrintendenza sta per sbloccare i fondi necessari per il recupero dell’ala restante e presto potremmo di nuovo mettere piede in questo importante monumento”.
E per riprendere così il viaggio nel passato. Un viaggio che inizia semplicemente guardando la rupe di Faleria, che torna a mostrare le sue gemme nascoste. E che, finalmente, rinasce.


In copertina: la rupe di Faleria, con i lavori in corso. Foto: Cristina Majnero su Facebook





