La Comunità Europea ha previsto precise disposizioni in ambito di emissioni di gas serra negli obbiettivi da raggiungere entro il 2030 e 2035. A tal proposito, il blocco della vendita dei veicoli più inquinanti è argomento di discussione nel Parlamento Europeo. Le emissioni di CO2 devono rapidamente diminuire e in questo vetture come auto e furgoni sono determinanti. Inoltre, il Parlamento sta lavorando a ribassare il limite di emissioni tollerate proprio dai tali veicoli.

Già entro il 2030 si punta a ridurre le emissioni del 55% per le automobili e del 50% per i furgoni, con lo scopo di finale di arrivare al livello zero nel 2035. Inoltre, si prevede un vero e proprio blocco della vendita dei veicoli più inquinanti quali benzina, diesel e a combustione interna sempre entro il 2035. Tutto ciò appartiene ad un disegno più ampio, un pacchetto di misure denominato Fit for 55 – consultabile al link https://www.europarl.europa.eu/news/en/press-room/20220603IPR32129/fit-for-55-meps-back-objective-of-zero-emissions-for-cars-and-vans-in-2035 – destinato ad arginare il cambiamento climatico. Commissione e Consiglio Europeo sono prossimi alla decisione finale sulle nuove norme da adottare.

Questo significa, se messo in atto, che dal 2035 non potranno più essere prodotte automobili e in generale veicoli a combustione interna. Quelli già immatricolati e immessi sul mercato potranno circolare fino a quando non saranno esauriti, ma non sarà più possibile immetterne degli altri. Sarà invece possibile vendere veicoli a zero emissioni, naturalmente, come ad esempio composti da motori totalmente elettrici o a idrogeno.

Stando ai dati la Comunità Europea è responsabile, da sola, di almeno il 12% delle emissioni totali di CO2 sul pianeta prodotte della circolazione degli autoveicoli. Si colloca di conseguenza al terzo posto dopo Cina e Stati Uniti. Mettere un freno, o comunque dare delle nuove regole al trasporto privato rappresenterebbe una possibile prima soluzione per arginare la produzione di emissioni almeno sul territorio europeo. Ci sono ancora alcuni anni di tempo, quindi, che le fabbriche di autoveicoli possono sfruttare per organizzarsi e mettersi in regola con le nove direttive. Le quali, senza dubbio, rappresenterebbero un aiuto per alleggerire l’atmosfera delle emissioni più inquinanti.

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