C’è una villetta nelle campagne di Capena dove si cura con dolcezza e sapienza, quasi una carezza, il disagio. Quello complesso dei ragazzi con disturbo dello spettro autistico, quello delle famiglie attraversate dalle faglie della crisi indotta da mancanza di lavoro, incomprensioni e solitudine, quello che produce il bullismo.

La casa è un bene confiscato alla criminalità e affidato dal Comune all’Associazione Spazio Chora per attività sociali, finanziato dalla Regione Lazio e coordinato dal Consorzio Valle del Tevere dunque con valenza intercomunale. Lo dirige la dottoressa Anna Maria Pagliara.

Produce sostegno e inclusione. In due anni ha coinvolto 500 persone, organizzato seminari per adulti e ragazzi,  l’ultimo il 26 marzo scorso su “dipendenza da smartphone e cyber-bullismo”, tema sfuggente e che pure ci cammina accanto, spesso a nostra insaputa.

L’episodio della “mano rossa”, opera contro la violenza sulle donne donata da due artiste locali, installata da novembre in una piazzetta di Capena, e fatta a pezzi nelle notti dell’ultimo week end da un branchetto di piccoli  bulli, appartiene a questo tipo di disagio, di difficoltà estrema a sentirsi parte di una comunità e condividerne i valori.

I ragazzi dello spettro autistico

L’Associazione Spazio Chora segue queste piste, ma non solo. L’altra è quella dell’autismo. La casa di via Monte Cecchitto offre una sponda a ragazzi e famiglie, per ricavare spazi di terapia e vita. Laboratori. Ogni lunedì dalle 16.45 alle 18 c’è  quello intitolato “Favole a Merenda”,  percorso psicoeducativo gratuito, rivolto, in questa seconda edizione, a bambini  dai 6 ai10 anni principalmente con disturbo dello spettro autistico e disturbi del neurosviluppo in generale.

Le materie sono bellissime: attenzione condivisa, imitazione, comprensione, giochi interattivi, pittura, musica. Sono coinvolti già 6-7 bambini. Poi ci sarà il laboratorio d’estate. È tutto gratuito e finanziato dalla Regione Lazio e dal Ministero del Lavoro attraverso il bando Comunità Solidali 2020.

Salvare i bambini dalle tensioni di coppia

In base ad una specifica convenzione con l’Amministrazione comunale di Capena, è attiva una terza pista che segue il disagio delle famiglie nell’ottica di salvaguardia dei minori. Sempre più alto il numero di nuclei familiari in crisi. L’epidemia Covid e le sue restrizioni hanno ampliato il fenomeno facendo da detonatore a tensioni latenti, violenze, separazioni conflittuali. In questa casa in campagna è attivo uno spazio “neutro” dove si cerca di sciogliere i nodi di ogni storia che rischia di diventare “tossica” e avvelenare anche la vita dei figli. Saperne di più è semplice e diretto: basta  contattare la dott.ssa Pagliara attraverso WhatsApp 3493261964 o email spaziochoraaps@gmail.com. La casa in campagna è aperta e inclusiva.