Nell’ultimo articolo abbiamo parlato di quanto zucchero assumono gli italiani durante l’arco della giornata, e di quanto sia superiore rispetto alla dose consigliata dall’OMS. Considerando quindi che lo zucchero piace, e anche molto, quali sono i rischi che corre chi non riesce proprio a regolarsi? Sicuramente il sovrappeso e l’obesità, condizione che ad oggi in Italia, secondo ISTAT, appartiene a 25 milioni di persone; tra questi, quasi la metà degli adulti e un quarto dei giovani (under 18) presenti sul territorio. Sovrappeso e obesità a loro volta aumentano notevolmente la probabilità di comparsa di alcuni tipi di cancro, diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari. Ma ancora prima di portare a queste patologie, l’abuso di zucchero danneggia un organo in particolare che ne è molto suscettibile: i denti.

 

Questa e una condizione di causa-effetto ormai fortemente consolidata sul fatto che gli zuccheri sono il substrato di crescita ideale di una serie di microrganismi, principalmente batteri, che durante il processo di fermentazione rilasciano acidi come il lattato e l’acetato che vanno a dissolvere i cristalli di idrossiapatite che compongono lo smalto dentario, indebolendolo. Ciò pone inoltre l’attenzione sul consumo di alimenti acidi come i succhi di frutta e le bevande gassate che, oltre ad avere un alto tenore zuccherino, contengono come conservanti acidi aggressivi come l’acido citrico e l’acido fosforico. Ad ogni modo, la formazione di carie non è associata esclusivamente all’assunzione di zuccheri aggiunti, ma vale per tutti i carboidrati fermentabili quali amido, lattosio, fruttosio, maltosio ecc.

Ciò, tuttavia, non significa che il consumo di questi alimenti porta allo sviluppo delle carie; predisposizione genetica, alimentazione (durante tutte le fasi della vita), pH della saliva e igiene orale rappresentano probabilmente i fattori che determinano maggiormente lo sviluppo di questa patologia multifattoriale.

 

Se da un lato non si può fare nulla per controllare il pH della propria saliva o il corredo genetico che si possiede, dall’altro, alimentazione ed igiene orale possono essere adattati allo stile di vita che la dentatura esige; giusto?

Si, in teoria. In pratica però non è così semplice. Ognuno di noi ha delle preferenze alimentari, dei cibi o delle bevande a cui non riesce a rinunciare, a cui è legato dalla cultura, dalle tradizioni o, nei casi meno rosei, da dipendenze psicologiche. Questo influirà inevitabilmente sulla salute e la vita dei denti ma, se si bilanciasse la dieta con un’ottima igiene orale e qualche accortezza nell’assunzione di alimenti acidi, probabilmente, verrebbero ostacolati i batteri cariogenici e di conseguenza lo smalto potrà proteggere i nostri denti più a lungo.

Tutto ciò può sembrare ovvio ma e chiaro che le cure e le attenzioni che dedichiamo a quel sottile strato di fragile minerale sono le armi più potenti contro dei batteri che non possiamo sconfiggere, ma solo rallentare.

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