Si è tenuta lunedì scorso con grande successo la presentazione del libro “Krug, la mia passione” di Alberto Lupetti all’Enoteca Belsito, il bel salotto nel cuore di Roma di Stella Pileggi. L’autore, considerato uno dei maggiori esperti di Champagne in Italia e non solo – non a caso gli stessi champenois lo ritengono “tra i cinque critici più autorevoli al mondo” in materia -, si è concesso in maniera generosa al pubblico presente, raccontando il suo libro ed autografando anche alcune copie dello stesso. Dopo le varie edizioni della guida “Grandi Champagne” e dopo il clamoroso successo de “La mia Champagne”, la cui prima stampa è andata esaurita in appena venti giorni, ecco allora il libro su Krug, una delle maison più amate e rinomate della Champagne. Un libro di 400 pagine che è il risultato di più di due anni di lavoro intenso, e che va a colmare un grande vuoto lungo cinquant’anni: l’ultimo libro infatti, valido, completo ed indipendente, risale al 1974 ad opera di un giornalista inglese. È stata proprio questa lacuna a spingere l’autore alla stesura, oltre ad un secondo motivo invece un po’ più personale, che risiede nel fatto – lo confessa senza remore, e questo gli fa assolutamente onore – di averci messo un bel po’ di anni a comprendere veramente e a fondo Krug.

Il libro dal sogno di Joseph ad oggi. 

L’opera prende forma dopo appunto quasi vent’anni di frequentazione personale con la maison da parte di Alberto Lupetti, dopo degustazioni, analisi tecniche, chiacchierate con grandissimi professionisti e appassionati, e incontri con figure centrali tra cui Rémi ed Oliver Krug. Ed è stato proprio quest’ultimo, attuale direttore generale della maison entrata nel Gruppo LVMH nel 1999, a suggerire il titolo del libro all’autore, ma – cosa ancora più importante – a rivestire il ruolo di “capo progetto” a titolo puramente personale, e quindi al di là della sua veste ufficiale, rispettandone sempre l’indipendenza. Alberto Lupetti si è anche dedicato con grande impegno in giornate di ricerca in archivio: all’interno del libro sono stati inseriti infatti interessanti documenti storici di diversa natura, tra cui scambi di lettere tra le figure implicate nella vicenda, ed anche l’originale di quella che può essere definita la lettera di assunzione di Joseph Krug come contabile presso Jacquesson (la più importante maison di champagne a quei tempi) datata 20 novembre 1834. Da qui inizia la storia del sogno di quest’uomo, il visionario fondatore, immigrato tedesco in Francia, che perseguì con determinazione: creare lo champagne che non esisteva. Dopo dieci anni circa, nel 1843, si traferì a Reims fondando la propria azienda e realizzando così quel sogno di uno champagne dallo stile unico, diverso rispetto a tutti gli altri dell’epoca. E la sua visione si è tramandata poi di padre in figlio, per questo il libro racchiude la storia di sei generazioni, quella di Joseph, Paul (I), Joseph (II), Paul (II), Henri e Rémi, fino ad Oliver Krug. È il racconto della famiglia, un racconto appassionato, semplice anche per chi non conosce il mondo della Champagne, ma mai banale. Accanto alla storia della famiglia, è dedicato un capitolo a ciascuno degli champagne Krug, espressione del medesimo stile in forme diverse, così come è dedicato un capitolo anche alla storia di Krug in Italia, un mercato che è tuttora tra i primi per Krug. A chiusura del libro poi un ultimo capitolo intitolato “Krug e la grande tavola” con le opinioni di quattro ristoratori unici e di una enoteca storica, e poi l’epilogo con alcune considerazioni dell’autore.

                   

Durante la serata è stata servita ai partecipanti la Krug Grande Cuvée 169éme édition, assemblaggio di 146 vini selezionati da 11 annate diverse, dal 2000 al 2013, e ben sette anni di affinamento. La composizione finale di questa bottiglia è 43% Pinot Noir, 35% Chardonnay e 22% Meunier. Proprio la Grande Cuvée, nata nel 1971 su forte volontà di Henri, viene ritenuta l’essenza di Krug, precisamente “l’espressione tridimensionale di Krug : tre varietà di diverse provenienze e diversi vini di numerose annate” come lo ha definito Margareth Henriquez che è stata presidente della Maison. Famosa per il suo grande assortimento di vini nonché per una delle più ampie selezioni di champagne della capitale, Enoteca Belsito, in questa serata speciale si è confermata dunque luogo di ritrovo per professionisti del settore e semplici appassionati, sempre con “convivialità, amicizia, passione”. Un’ultima parola questa, passione, che ritorna più volte in questa storia, a partire da quella di Joseph nel creare un prodotto di straordinaria eccellenza, per arrivare alla definizione di Rémi: “Krug è passione, è generosità, è contrasti, dedicazione”. E la passione si ritrova in ogni pagina del libro ed è la parola che spiega, meglio di qualsiasi altra, lo spirito e la magia con cui è stato concepito e realizzato.

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