Per la Roma nord si decide questa mattina alle 11. Comunque vada sarà un disastro, e avremo per tutto il tempo dei  lavori, ammesso che inizino subito, una ferrovia a metà servizio, con i tempi di percorrenza da qualunque destinazione di partenza a Roma quasi raddoppiati. Un treno inutile. L’incontro che si svolge su sollecitazione dei sindaci dell’area Flaminia – Tiberina è previsto presso l’assessorato regionale alla mobilità, e servirà  per capire come scongiurare la paralisi di settembre quando riprenderanno le scuole e arriverà l’esercito degli studenti. L’applicazione da parte di Atac del nuovo regolamento sulla sicurezza ferroviaria con  disposizioni che metterebbero in ginocchio migliaia di pendolari  non fa dormire i sindaci. L’atto infatti prevede restrizioni tali da rendere il trenino un mezzo residuale, buono al più per passeggiate turistiche slow. Velocità massima 50 chilometri, stop ad ogni attraversamento e ripartenza solo dopo che il capotreno ha verificato che non ci sono ostacoli. Altra fermata per controllare a vista la regolarità degli scambi. Ma, come canta Antonello Venditti, è certo che “bomba o non bomba arriveremo a Roma!Piano piano ma si dovrebbe arrivare. 

IL TRENO ESSENZIALE PER DIRITTO ALLA MOBILITA’ DI 100MILA CITTADINI

Il tratto extraurbano della storica e tribolata ferrovia la cui prima corsa risale al 1932, parte  dalla stazione di Montebello e, per la provincia romana, arriva al Soratte. Nel suo percorso, per altro bellissimo seppur tortuoso, che si snoda per un buon tratto all’interno del Parco di Veio, attraversa le terre di sette comuni dell’area metropolitana romana ed è essenziale per il diritto alla mobilità di 100mila cittadini tanti sono quelli che complessivamente abitano nei comuni di Sacrofano, Riano, Castelnuovo di Porto, Morlupo, Magliano Romano,  Rignano Flaminio e S. Oreste. 

L’allarme sulle scelte assunte, obbligate per altro, da Atac ente gestore della ferrovia, è stato lanciato dal Comitato Pendolari Roma Nord che hanno denunciato le conseguenze che ne deriverebbero per l’efficienza del servizio. Operative da luglio, con il taglio di 22 corse di fatto portano all’inutilità della ferrovia, ad un destino di ramo secco e conseguente abbandono. Una scelta scellerata.

Le nuove regole sono state emanate tre anni fa a livello nazionale , ma durante questo lungo tempo non è stato fatto nulla rammendare le criticità ed evitare la crisi attuale né dal gestore né dall’ente proprietario e cioè la Regione Lazio pure se in presenza di un fondo di oltre 60 milioni destinato proprio a lavori di messa a norma della sicurezza. Il destino della Roma Nord per anni è rimasto nel cono d’ombra di un cassetto ed ora si può fare poco.

I sindaci chiederanno di far presto ad avviare i lavori di messa in sicurezza della tratta e probabilmente otterranno rassicurazioni ed un impegno speciale in tal senso visto che i soldi ci sono e le trattative per firmare il protocollo con Ministero e Ferrovie di ammodernamento  quasi pronto per la firma. Avranno assicurazioni anche su fatto che la società regionale Astral velocizzerà la conclusione delle procedure per dare il via i lavori di ammodernamento e raddoppio della linea fino a S. Oreste. In campo c’è la disponibilità di 220 milioni di euro fondi europei che aspettano di essere spesi. Ma ci vorrà il suo tempo e tanti disagi da parte dei cittadini. 

CON LE LIMITAZIONI TEMPO DI PERCORRENZA RADDOPPIATO

Come recita il saggio però non tutti i mali vengono per nuocere. L’emergenza attuale forse è servita a strappare il telo spesso dell’indifferenza e dall’indolenza con cui tutte le istituzioni coinvolte hanno seguito il destino di questa ferrovia soprattutto per il tratto extraurbano. Di fatto la prospettiva immediata annuncia un inverno di navette e tanti disagi per migliaia di cittadini. Ottenere lo sblocco dei lavori sarà facile, ma non si potrà evitare che per tutto il tempo che dureranno le opere  di messa a norma delle ferrovia, per arrivare a Roma con il trenino da ognuno dei comuni interessati dal tracciato ci vorrà il doppio del tempo attuale.

Ci si farà il classico “callo”, come sempre, aiuterà concentrarsi sul futuro , non pensare che nello stesso tempo con cui da Piazzale Flamino si arriva a a casa, il treno ad alta velocità partito da Roma fa il suo ingresso nella stazione di Firenze o Bologna.