In giro è difficile trovare cani randagi. Nella terra di Castelnuovo di Porto, quasi tutti hanno una cuccia, il canile è vuoto. Nel 2017 ospitava 17 quattro zampe, oggi zero.
“Ma non è tutto – spiega l’assessore all’ambiente Emanuele Baldelli – il dato straordinario è l’assenza, ad oggi, di cani randagi ospitati presso canili e di 30 cani, tra abbandonati e mal nutriti, sottratti alla strada e avviati ad un percorso di adozione”.
Il merito ai volontari dell’Associazione Gadit
Il risultato, come è stato detto nel corso di un incontro in Comune tra gli amministratori e i volontari, è merito del lavoro svolto in questi anni dagli operatori dell’Associazione Gradita – guardie ambientali valle del Tevere – che hanno curato il territorio in base ad una convenzione con l’ente locale, e della passione di Monica Silvi, donna tenace e appassionata. Il modulo organizzativo adottato ha funzionato riducendo ai minimi termini il fenomeno del randagismo e permettendo di trovare una sistemazione sicura per gli animali in dispersione. Il lavoro dei volontari Gadit ha prodotto anche un ritorno economico. La chiusura del canile infatti, permetterà al Comune di risparmiare circa 15.000 euro della casse comunali, soldi spesi per pagare il mero costo dei cani chiusi in canile.  Le risorse – spiega una nota del Comune – potranno ora essere investite su progetti ed eventi destinati alla sensibilizzazione e alla prevenzione contro l’abbandono e ad allestire degli stalli temporanei per gli animali randagi.
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