Aprile 18, 2026

Scavi S. Marta, non si interra ma serve progetto per salvare l’antico Bivio di Capena.

Scavi di S. Marta. Nei primi giorni di settembre, presumibilmente il 6, la Soprintendenza farà il punto della situazione e risponderà per iscritto ai nostri articoli sulla vicenda e alle preoccupazioni dei cittadini in merito al rischio di interramento. Ovviamente pubblicheremo integralmente la eventuale nota ufficiale.

Registriamo un dato oggettivo e positivo: la storia di quei resti non è più relegata dentro gli uffici e stretta nella dialettica tra proprietà e addetti alla tutela,  diventa un fatto pubblico. Un giornale serve a questo. Insomma non siamo soli in questa buona battaglia a tutela della nostra storia e in difesa del bene comune. Dalle notizie che siamo riusciti a raccogliere è certo che fino ad oggi si è proceduto al rinterro delle trincee che non hanno restituito evidenze archeologiche, come sempre avviene in questi casi, poiché non avrebbe alcun senso tenerle a vista.

Lo stato dell’arte

L’area archeologica è stata ripulita da terra e vegetazione (le operazioni sono da completare) e, a breve, verranno portate a termine le indagini archeologiche preventive con scavo di sepolture già individuate nel corso di precedenti indagini preliminari già prescritte dalla Soprintendenza. Tutto questo (rinterro delle trincee con esito negativo e prosecuzione delle indagini preliminari) era stato autorizzato con nota prot. 3792 del 21.05.2021, indirizzata alla Società Marem, che si occupa dei lavori e trasmessa, per conoscenza, anche al Comune. Lo scorso mese di maggio, inoltre, una nota informativa sulla ripresa delle attività di scavo a Santa Marta era stata inviata anche all’indirizzo PEC del Comune di Capena. 

Il personale della Soprintendenza in questi mesi ha effettuato diversi sopralluoghi nell’area ed è in contatto continuo con il professionista archeologo incaricato dalla Società Marem di svolgere sorveglianza in corso d’opera alle attività di ripulitura. E’ chiaro che per ora ogni ipotesi di interramento è pura accademia. Ma resta nel cassetto. C’è spazio per un progetto che valorizzi quell’area e tutto il territorio. Ma occorre determinazione e fare una scelta di campo decisa. 

Quel villaggio era l’antico Bivio. Forse

Alla luce del sole deve restare il ricordo di quella comunità e il percorso di tutela. A ben vedere quei resti potrebbero raccontare la località Bivio di Capena per come è sempre stata, luogo di passaggio e residenziale, luogo di scambi e commerci.  Proprio di fronte a quei terreni per anni si è svolta la fiera di S. Michele che prevedeva, tra le altri cose, un florido commercio di animali e che era appuntamento settembrino per tutta la valle di qua e di là dal Tevere. Quel villaggio, forse, era l’antico Bivio.  

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