Il periodo natalizio è giunto alle porte, portando con sé non solo le luci scintillanti e l’aria di festa, ma soprattutto un calore speciale: quello del vero spirito natalizio. Il Natale è (dovrebbe essere) la festa dei valori umani più profondi, una festività che ci ricorda di essere grati per le piccole cose e dei nostri più cari affetti.

Il cuore della RSA Flaminia a Morlupo, che abbiamo visitato da poco, risplende di amore, alimentato dalla gentilezza e dalla generosità dei suoi residenti e del personale dedicato. La RSA è adornata da decorazioni fatte a mano, testimonianza dell’impegno e della creatività di chi vi abita. In questa struttura, la solidarietà si intreccia con la compagnia, mentre i lavoretti manuali diventano non solo un passatempo, ma un modo tangibile per condividere affetto e connessione.

Il salone comune è diventato il centro di attività festose, dove gli anziani si riuniscono per scambiarsi storie di Natali passati. È un momento in cui il passato si fonde con il presente, trasmettendo tradizioni.

Decorazioni di Natale creata dai residenti della RSA Flaminia, Morlupo (RM) 

Il Natale è la festa affettiva della famiglia per eccellenza e i ragazzi della terapia occupazionale, i portantini e gli infermieri fanno il loro possibile affinché i pazienti della RSA Flaminia si sentano “a casa” durante il periodo natalizio. Tuttavia intervistando alcune delle persone che alloggiano in questa struttura, abbiamo compreso come, nonostante la gentilezza, dolcezza e disponibilità del personale, il Natale per loro si sia trasformato in un giorno con venature tristi e nostalgiche.

Giuseppina e Marina sono le signore con le quali abbiano avuto modo di dialogare maggiormente, le loro affermazioni sono state molto chiare e sentite:

“Come passiamo il Natale? Secondo voi come lo passiamo? Si, qui ci fanno fare tante attività, facciamo la pasta fatta in casa, giochiamo a carte, si fa la tombolata e cuciniamo il giorno della vigilia e anche il giorno di Natale. I terapisti ci fanno fare dei lavoretti che poi verranno consegnati ai nostri familiari. Negli anni prima del covid sono venuti a trovarci, oltre alla banda di Sant’Oreste, anche i bambini della V elementare di Morlupo i quali hanno fatto la recita con poesie e canzoni. Noi eravamo felici, svolgere queste attività ci aluta a mantenerci attivi, il problema è che quando ci fermiamo un attimo a pensare, e qui ne abbiamo di tempo per pensare, ci assale la sensazione di malinconia: la tristezza interiore. Abbiamo la consapevolezza del fatto che il Natale per noi non sarà mai più come quello di una volta, siamo qui dentro senza le nostre famiglie, senza i nostri nipoti. Solo alcuni di noi hanno la possibilità di uscire per le vacanze natalizie e trascorrerle con i propri cari, gli altri di noi che rimangono in struttura fanno finta di niente e cercano di godersi quel giorno come un giorno felice, ma interiormente sono spenti e delusi dalla vita.”

La signora Marina in RSA Flaminia, Morlupo (RM)

Dietro ogni paziente c’è una storia di vita, ognuno di loro è lì per un motivo differente, è come se alcuni fossero tornati bambini mentre altri godono di piena lucidità mentale e per loro il più grande dono natalizio sarebbe tornare, anche per un attimo, in quei adorati e lontani tempi che ci descrivono con tanta nostalgia, in cui la vita era forse più difficile ma allo stesso tempo le tradizioni e sensazioni natalizie erano più “sentite”, più vere.

 

Articolo scritto in collaborazione con:

Rebecca Laugeni

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