In un momento storico in cui la Pandemia sembrava essere l’unica grande preoccupazione dell’Europa è arrivata la Guerra in Ucraina. Carri armati e bombardamenti russi hanno distolto l’attenzione dall’emergenza sanitaria, riportandola su una problematica agghiacciante. Oltre all’orrore delle morti e della distruzione che la Russia ha deciso di rievocare, tutta l’Europa è colpita da un altro problema: la fornitura di gas naturale.

Come ormai è noto la Russia è uno dei più grandi produttori ed esportatori di gas naturale al mondo e l’Italia è uno dei suoi clienti. Infatti, dei 300TWh annui che servono al nostro Paese per rimanere acceso, circa 200TWh (il 55-60%) provengono dalla combustione del gas naturale. Vista la grande dipendenza che abbiamo da questa fonte fossile, la frattura degli scambi commerciali con la Russia rappresenta un problema che ci mette di fronte al bilancio di tutte le scelte fatte in questi anni in materia energetica. In questo momento si capisce quanto sia fondamentale per un Paese avere un’indipendenza energetica.

Chiaramente, questa tensione Internazionale porta l’Italia a dover riconsiderare risorse fossili, come il carbone, ormai messe da parte a favore del più pulito ed efficiente gas naturale. Infatti, prima di questa Guerra, l’obiettivo del Paese era quello di riconvertire tutte le centrali a carbone, bannando il suo utilizzo come risorsa energetica entro il 2025. Inutile dire che tutto ciò potrebbe non succedere, rendendo necessario la riattivazione di queste centrali a carbone.

Tuttavia, un piccolo aiuto ci viene incontro dagli impianti di produzione di energia rinnovabile che, sul territorio italiano, coprono circa il 35% del fabbisogno energetico nazionale. Una quota ancora piccola ma fondamentale in questo momento storico. Questi 100TWh puliti vengono prodotti per un 40% dalle centrali idroelettriche, un 20% dal fotovoltaico, 20% dall’eolico ed il restante 20% dalle bioenergie. Insomma, una buona diversificazione, che rimane sempre una scelta saggia.

Ad ogni modo, a prescindere da come si evolverà la situazione questo è il momento di rafforzare ulteriormente gli investimenti nelle rinnovabili, andando verso un territorio energeticamente pulito ed autosufficiente.