di Maria Vittoria Massarin

Negli Stati Uniti si sono concluse da poco le elezioni presidenziali, ma siamo ancora lontani dall’avere risultati certi.

La notte, non ancora conclusa in America, ha regalato a tutti gli spettatori emozioni degne dei sondaggi dei giorni scorsi. Con il presidente Trump che si proclama vincitore e promette un ricorso alla Corte Suprema per i cosiddetti “mail-in ballots” e Joe Biden che proprio per quest’ultimi si è definito sereno e quasi certo della vittoria. Ma com’è la situazione nell’estremamente divisa America?

Per capire meglio i risultati parziali una premessa è necessaria: il sistema elettorale americano è diametralmente opposto al nostro, si basa quasi unicamente sui cosiddetti “grandi elettori”, e sul principio del “winner takes all”.

I grandi elettori sono il gruppo di delegati che fanno parte del collegio elettorale che elegge il Presidente degli Stati Uniti. In totale sono 538, per vincere le elezioni ne servono almeno 270, la maggioranza assoluta. Ciò che quest’anno rallenta lo spoglio e quindi l’annuncio del vincitore sono senza dubbio i voti per “corrispondenza”. Quelli di tutti quei cittadini americani che non si sono recati fisicamente alle urne ma hanno spedito il proprio voto, scelta privilegiata in molti stati a causa della pandemia. Gli stati hanno inoltre regole diverse per quanto riguarda lo spoglio stesso e, mentre in alcuni stati lo spoglio dei voti arrivati prima della conclusione delle elezioni è permesso, in tanti altri bisogna aspettare la chiusura dei seggi.

Stando ai dati aggiornati a questa mattina riportati dalla CNN lo scenario favorisce i Democratici. Biden ha infatti conquistato 227 grandi elettori, vincendo nel suo stato, il Delaware, e ribaltando il risultato in ultima battuta in Wisconsin. Il Presidente Trump invece al momento ha conquistato 213 grandi elettori, vincendo in alcuni stati importantissimi per i repubblicani, come la Florida e il Texas.

Il Presidente però, nel discorso notturno durante lo spoglio, ha denunciato brogli e minacciato un possibile ricorso alla Corte Suprema. Questo atteggiamento, largamente anticipato dalla stessa CNN, non deve stupire. Basti pensare che è stato proprio per volere del Presidente che le volontà della giudice Ruth Bader Ginsburg, morta a metà settembre, sono state ignorate. La Ginsburg aveva infatti chiesto che si aspettasse l’elezione del nuovo Presidente per scegliere chi avrebbe dovuto prendere il suo posto dopo la sua morte, cosciente che i repubblicani avrebbero spinto per un candidato appartenenente al loro partito. Così è stato, e ora, con la recente nomina di Amy Coney Barrett a giudice della Corte Suprema, la tendenza della più alta corte federale americana è senza dubbio repubblicana. Questo dà un potere quasi senza precedenti a Trump in uno scenario di ricorso per brogli durante lo spoglio.

Con promesse di rivolte e ricorsi lo scenario non è dei più pacifici, Biden, da uomo di chiesa e generalmente moderato, ha già detto di avere piena fiducia nel popolo americano e che si rimetterà ai risultati. Trump dall’altra parte ha più volte sottolineato che, qualora i risultati non gli fossero favorevoli, non promette un’uscita dalla Casa Bianca pacifica, finendo così per fomentare ulteriormente i suoi seguaci. Quello che è certo è che non sarà finita finchè tutti gli spogli non saranno chiusi ed entrambi i candidati avranno preso atto del risultato, qualsiasi esso sia.

Per aggiornamenti in tempo reale, qui trovate una mappa dei risultati: https://www.nytimes.com